#EtreGoesTo: Fondi Europei / finanziare la cultura e la creatività

#EtreGoesTo: Fondi Europei / finanziare la cultura e la creatività

“È nella crisi che nascono l’inventiva, le scoperte e le nuove strategie.”
Einstein

13557672_904612609668203_5581960618255551694_nEccoci con un altro appuntamento di #EtreGoestTo, questa volta non siamo andate lontano: appuntamento del 27 giugno a MARE Culturale Urbano per un incontro sui Fondi Europei con Pino Boccanfuso.
Di seguito qualche appunto della nostra giornata che potrebbe tornarvi utile…!

FONDI EUROPEI: FINANZIARE LA CULTURA E LA CREATIVITÀ’
A cura di Pino Boccanfuso

Tutto quello che la macchina pubblica nazionale mette a disposizione non serve a rilanciare, ma a mantenere l’esistente (spesa italiana per cultura nel Pil: 1,37 %): l’Europa invece è nata proprio per rilanciare. L’attuale settennato europeo è iniziato nel 2014 e terminerà nel 2020 (con possibilità di utilizzare i contributi fino al 2023)

I fondi europei si dividono in DIRETTI ed INDIRETTI.

FONDI DIRETTI: sono direttamente erogati dalla Comunità Europea, ci si accede tramite la presentazione di progetti in partenariato. Finanziano azioni di cooperazione, pertanto bisogna stare molto attenti a non inserire progetti locali in progetti di questo tipo e fare più attenzione alla pratica, più anche al contenuto evidenziando la modalità di lavoro solita, senza doversi inventare metodologie innovative. Da ricordare inoltre che non sono fondi dedicati al finanziamento di progetti a scopo di lucro, che non finanziano necessariamente progetti che portano a risultati pratici, ma possono anche supportare solo percorsi di formazione.

Di seguito l’elenco delle linee di finanziamento dei fondi diretti di cui è stata fatta una selezione per temi che potrebbero essere di interesse:

Horizon 2020 – Eccellenza scientifica, leadership produzione, sfide della società.

  • Settore clima e ambiente, settore inclusione e innovazione sociale
  • Settore innovazione piccola media impresa
  • Settore patrimonio culturale
  • Strumenti per le PMI
  • In questo caso si finanzia la ricerca per raggiungere gli obiettivi. Il partenariato richiesto è qualificante e indirizzato su grandi strutture, ma la competenza specifica sullo spettacolo è in realtà qualcosa di peculiare: perché non convincere una Camera di Commercio a partecipare inserendo noi come partner per così dire “tecnico”?

80 mld (hanno inciso molto le lobbies di industria farmaceutica)

Cosme – sostegno allo sviluppo delle PMI (agevolazioni/servizi e non contributi)

  • Accesso ai finanziamenti e al credito
  • Accesso ai mercati
  • Promuovere nuove formule di imprenditorialità

Non si può affrontare da soli ma può essere svolto per raggruppanti territoriali.

Erasmus + – istruzione, formazione, gioventù e sport

  • Educazione scolastica
  • Formazione degli adulti
  • Scambi di giovani, educazione informale
  • Meeting tra giovani e decision makers

Da una prassi già consolidata si cercano confronti e approfondimenti con realtà similari; comprende anche la formazione continua e l’evoluzione dei metodi di istruzione in cui la pratica teatrale della partecipazione può essere vincente, anche nella filiera produttiva “classica” e seriale (c’è molta richiesta in questo senso da parte delle aziende che investono nell’inclusione e preparazione degli operai nel processo produttivo valorizzando l’artigianalità e quindi la qualità del prodotto per contrastare l’aria asiatica che punta sulla serialità a basso costo).

10 mld

Europa Creativa – scambio di esperienze tra imprese creative*

  • Sostegno a progetti di scambio culturale, circolazione delle opere e dialogo interculturale
  • Sostegno del settore audiovisivo e multimediale
  • Strumento di garanzia (accesso al credito)

*settore con meno portafoglio e più battuto soprattutto dall’Italia

Si concentra sulla progettualità vera e propria, ciò che spesso sottovalutiamo è la possibilità di puntare su progetti che hanno come obiettivo l’apertura a mercati nuovi (Asia, Oceania).

1 mld

Europa per i cittadini – conoscenza dell’Unione, memoria, storia e valori comuni

  • Gemellaggio tra popolazioni su temi comuni
  • Apprendimento reciproco e cooperazione
  • Attività studio su temi comuni
  • Conferenze, commemorazioni, seminari

Il teatro è un ottimo strumento per l’innovazione della comunicazione. Il programma è indicato se si fa già un lavoro di carattere storico sociale per cui è possibile sfruttare il proprio known how e un’attività pregressa, è sconsigliabile invece organizzare qualcosa ad hoc su questa linea se non fa parte del proprio vissuto artistico.

2mld

Easi – occupazione e innovazione sociale

  • accesso alla microfinanza per piccole imprese
  • Agevolazioni nelle assunzioni di giovani

Tutela dei consumatori

  • azioni sulla comunicazione e informazione
  • può incrociare lo spettacolo nelle azioni di educazione e informazione sempre nella ricerca di come sviluppare nuovi modelli in proposito

Ogni programma, tra i fondi diretti, può apparentemente non riguardare la cultura se si guarda solo all’obiettivo principale ma, in quanto strumento, la cultura può essere approfondita nelle azioni possibili e nelle strategie indicate.

Ogni progetto non viene solo valutato sull’idea ma sulla sua capacità di incidere sul contesto: un’analisi degli input e una valutazione di quelli che saranno gli output. Si tratta di un aspetto su cui l’Italia risulta debole nelle valutazioni, concentrando tutto lo sforzo nel descrivere l’idea che risulta però decontestualizzata.

Questo tipo di esercizio permette anche di individuare quale bando sia più aderente a ciò che si fa già, evitando di “inseguire” un bando e modificare in maniera strutturale la propria organizzazione a sproposito. Anche l’utilizzo delle risorse è un punto chiave: spendere meno in più tempo, anche grazie alla crescita del progetto e la possibilità di attrarre più risorse grazie alla sua credibilità.

Il programma 2014-2020 è frutto dell’eurobarometro, la ricerca che individua i bisogni dei cittadini. Riguardo alla cultura la risposta principale è stata “non mi è utile”, influenzando le politiche europee e obiettivi che quindi non vedono la cultura al primo posto: ricerca e innovazione, impresa, istruzione e formazione, sociale, da cui discendono i progetti visti sopra.

La maggior parte di questi obiettivi è facilmente assimilabile alla cultura: la ricerca artistica è innovazione, il dialogo col pubblico è nuovo mercato, le azioni sul territorio è sociale. Alla cultura spesso manca la capacità di comunicarsi secondo canoni che i cittadini e le istituzioni sappiano riconoscere come “necessari” laddove invece le azioni hanno già ricadute importanti e concrete.

Queste riflessioni hanno portato la Comunità europea a ripensare drasticamente la sua strategia in completo sfavore dell’eventismo.

Il peso del portafoglio di ciascuna linea può essere modificato tramite la pressione dei gruppi di potere. Ad esempio, se l’industria creativa iniziasse a fare bandi Horizon, la Comunità Europea dovrebbe tenere conto del fatto che l’industria creativa è importante!

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FONDI INDIRETTI – FONDI STRUTTURALI: sono quelli che la comunità europea affida tramite lo Stato (PON) e le regioni (POR), i principi con i quali vengono stanziati sono sempre comunitari ma servono a migliorare la dimensione locale.

Possono coesistere con finanziamenti diretti e, anzi, se capita, è un valore aggiunto. Bisogna dimostrare di svolgere un’azione sul territorio, partire dai dati (ad esempio: nel tale territorio c’è una dispersione scolastica del tot %, il progetto presentato punta a diminuirla del tot %).

Possono finanziare realtà che hanno attività commerciali (lo sbigliettamento della rassegna ad esempio), spesso finanziano il 100%, anche di azioni a fondo perduto.

I fondi strutturali si dividono in:

  • FESR: fondi di sviluppo regionale (20 mld)
  • FSE: fondo sociale europeo (10,4 mld)
  • FEARS: fondo di sviluppo agricolo (zone rurali) (10,4 mld)
  • FEAMP: fondo di sviluppo zone costiere (537 mln)

E sono declinati su 11 obiettivi tematici

NOTA: Le dotazioni economiche indicate tra parentesi sono relative alla parte che la Comunità Europea ha destinato all’Italia, bisogna considerare che c’è poi una componente di cofinanziamento locale.

Per eseguire questi piani ci sono i PON e i POR.

Il PON  a loro volta si dividono in:

  • PON scuola
  • PON Sistemi di politiche attive per l’occupazione
  • PON Inclusione
  • PON Città metropolitane
  • PON Iniziativa occupazione giovani

(Per le regioni in transizione o meno sviluppate ci sono poi):

  • PON ricerca e innovazione
  • PON imprese e competitività
  • PON cultura

Lo Stato individua chi gestisce i PON (ad esempio rispetto a quello cultura ha individuato il MIBACT), in questo caso quindi è lo Stato che fa i bandi.

Ogni regione ha a disposizione più o meno fondi a seconda dello “svantaggio” (maggiore al sud e minore al nord): le regioni in transizione hanno anche ricerca e imprese, le regioni svantaggiate hanno specificatamente cultura.

Il POR (ogni singola regione ha negoziato direttamente con l’UE una sua modalità di sviluppo) è il Piano di Sviluppo Regionale. Regione Lombardia ha colto l’importanza dello sviluppo di impresa creativa.

POR LOMBARDIA 2014 – 2020

Ogni POR viene realizzato consultando gli operatori locali per identificare le strategie più adatte: sono ovviamente i gruppi di interesse più forte ad indirizzare, quindi, le reali indicazioni e i conseguenti finanziamenti.

Il POR viene poi consegnato all’Unione Europea per l’approvazione e la Comunità può anche respingere il Piano e proporre modifiche/dare indicazioni differenti a seconda dei dati territoriali di cui è in possesso (per l’attuale settennato é successo con l’Abruzzo). Più tardi il POR viene approvato, più tardi i fondi saranno a disposizione – e per meno tempo, a vantaggio degli altri Paesi che trovano un “borsellino” più gonfio grazie ai nostri “lasciti”.

L’utilizzo dei quattro fondi (FESR, FSE, FEARS, FEAMP) si declina con quelli diretti su ricerca, innovazione, impresa, sociale eccetera, richiamando i piani della Comunità e si ritrova nei POR.

La dotazione di questi fondi è molto cospicua per l’Italia su territori dove si hanno, ovviamente, meno competitors sui bandi, e l’obiettivo scelto dal nostro Paese (a livello di maggior afflusso economico) è principalmente quello dello sviluppo.

Ogni linea è composta da diversi assi: asse 1. 2, 3, 4, … . Ogni asse è divisa in misure.

Bisogna quindi individuare quali delle 4 linee del POR (FSE, FESR, …), poi individuare tutti gli assi e poi guardare le misure, dove sono esplicitati i bandi. Ovviamente bisogna guardare anche la dotazione finanziaria.

In questo settennato risultano interessanti come interlocutori e partner i GAL, organismi politici privati con portafoglio legati ai territori e all’area rurale che è particolarmente rilevante in termini di fondi.

Le tematiche si dividono in: ricerca e competitività = FESR, istruzione formazione = FSE e FESR, socialità = FSE. Aree rurali e marittime sono trasversali.

Il FESR della Lombardia si compone di un documento di sintesi che riassume i principi e le linee strategiche e il documento complessivo integrale. Nella lettura si cercano:

  • destinatari (quindi per esempio le imprese culturali e creative)
  • assi d’azione che corrispondono a settori compatibili
  • Dotazione economica dell’asse
  • Sottogruppi dell’asse (segnandosi la linea di riferimento, v. Asse 2.1.2)

NOTE

  • L’IDEA deve essere sempre supportata dall’INPUT e dall’OUTPUT.
  • È necessario fare un lavoro di scarto, capire dove non possiamo chiedere… .
  • Interloquire con assessorati diversi, ad esempio con quello dello Sviluppo, ci mette in un piano diverso anche nei confronti dell’Assessorato alla Cultura.
  • Devo guardare nella strategia regionale dei POR se c’è la parola cultura o impresa culturale

 

Cogliamo l’occasione per ringraziare la segreteria di C.Re.S.Co. che ha organizzato l’incontro e i docenti Pino Boccanfuso e Franco Ungaro. Per ogni ulteriore approfondimento si può consultare direttamente C.Re.S.Co.

Diario a cura di Silvia Bovio e Cristina Carlini- Ufficio Etre