Creative Cast Away – Walking on the Moon

*english version below*

15 partecipanti. 9 partner internazionali. 10 progetti da realizzare.

Dopo il successo del primo progetto Creative Cast Away, Associazione Etre, col supporto di Regione Lombardia e del Fondo Sociale Europeo, realizza il secondo Creative Cast Away – walking on the moon, progetto di mobilità internazionale per i lavoratori dello spettacolo.

15 teatranti partiranno fra aprile e luglio 2014 per realizzare un’idea o una ricerca creativa all’estero: l’obiettivo è quello di riportare in Italia conoscenze, buone pratiche, linguaggi e stili ancora inediti per il nostro paese. I progetti potranno essere portati avanti singolarmente, in coppia o in gruppo.

Con tanto entusiasmo e voglia di mettersi in gioco, i partecipanti saranno ospiti di ALKANTARA FESTIVAL (Lisbona, Portogallo), THEATRE GARONNE (Toulouse, Francia), JOAO GARCIA MIGUEL COMPANY (Torres Vedras, Portogallo), FESTIVAL INTERNATIONAL DE VIDEO-­‐DANSE EN BOURGOGNE (Le Creusot, France), VIENTO SUR (Siviglia, Spagna), TEATER ALBATROSS (Tokalynga, Svezia), THEATRE ENTROPIA (Atene, Grecia), IETM (Bruxelles, Belgio),  DANSATELIERS (Rotterdam, Paesi Bassi): dal sito di Etre e dai social network sarà possibile seguire il loro percorso grazie a contributi video, interviste, foto e reportage.

Ogni candidato sta tenendo una sorta di diario di bordo insieme ad Etre, per raccontarci la propria esperienza all’estero. Clicca di seguito per scoprire cosa succede in Portogallo, Belgio, Francia, Spagna, Svezia, Paesi Bassi!

Diario di Bordo

 

15 participants. 9 international partners. 10 projects work in progress.

After the success of the first project Creative Cast Away, Etre Association , with the support of the Lombardy Region and EU, realizes the second Creative Cast Away – walking on the moon, a mobility project for theatre workers.
15 people are leaving between April and July 2014 to make it happen abroad a creative project or research: the goal is to bring back to Italy knowledge, new skills, best practices, languages and styles that are not yet well knew in Italy. The projects will be carried out individually or in groups.

The enthusiastic and positive group is going to stay at ALKANTARA FESTIVAL (Lisbon, Portugal), THEATRE GARONNE (Toulouse, France), JOAO GARCIA MIGUEL COMPANY (Torres Vedras, Portugal), FESTIVAL INTERNATIONAL DE VIDEO-­‐DANSE EN BOURGOGNE (Le Creusot, France), VIENTO SUR (Seville, Spain), TEATER ALBATROSS (Tokalynga , Sweden), THEATRE ENTROPIA (Athens, Greece), IETM (Brussels, Belgium), DANSATELIERS (Rotterdam, Netherlands): you can follow them online on the Etre’s website and social network, and find video, photos, interviews and reportages.
Each candidate is holding a kind of logbook along, to tell us about their experience abroad. Click above to find out what happens in Portugal, Belgium, France, Spain, Sweden and Netherlands!

Logbook

 

CREATIVE CAST AWAY – Walking on the moon: partecipanti e progetti / the group and their project

Silvia Pinto – Alkantara Festival

Alkantara è un’associazione che si occupa dello sviluppo delle performing arts in Portogallo e in contesto internazionale il cui focus dal 2005 è la promozione della danza contemporanea e dei giovani coreografi portoghesi. Il programma della manifestazione, che nel 2014 si terrà dal 21 maggio all’8 giugno, includerà meeting internazionali, performance, incontri informali con produttori, artisti e operatori del settore della danza.
Coerentemente con l’attuale impiego presso la Compagnia di danza Sanpapié, partecipare al Festival e alla sua organizzazione è un’opportunità per ampliare la mia personale formazione nel campo della danza internazionale. Gli obiettivi della mio progetto sono:
– confrontarsi con una struttura a tutti gli effetti dal carattere internazionale sulle metodologie di lavoro;
– frequentare le connessioni della struttura per acquisire nuovi contatti e relazioni che la Compagnia Sanpapié possa sviluppare;
– partecipare all’organizzazione e realizzazione del festival per studiare le modalità di un evento di danza di questa portata, quale non esiste in Lombardia.

Entrare in contatto con una modalità differente da quella utilizzata in Italia per affrontare la progettazione culturale e strategica, come lavoratrice nel comparto organizzativo della compagnia, mi permetterà di sviluppare nuove idee, progetti, modelli di lavoro da applicare al settore della danza in Lombardia e in Italia nel prossimo futuro.

Il CV di Silvia

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“Alkantara is an association that deals with the development of the performing arts in Portugal and in the international context since 2005 whose focus is the promotion of contemporary dance choreographers and young Portuguese . The program of the event, which in 2014 will be held from 21 May to 8 June , will include international meetings , performances, informal meetings with producers, artists and professionals of the dance.
Consistent with my role at the dance company Sanpapié, participate in the Festival and its organization is an opportunity to expand my personal training in the field of international dance . The objectives of my project are:
– A structure to deal with all the effects of the international nature of work on methodologies;
– Attend the connections of the structure to acquire new contacts and relationships that the Company may develop Sanpapié;
– Participate in the organization and execution of the festival to study the modalities of a dance event of this magnitude, which does not exist in England.

Getting in touch with a different mode from the one used in Italy to deal with the cultural and strategic planning , such as working in the sector organization of the company, will allow me to develop new ideas , projects, work patterns to be applied to the field of dance in Lombardy and Italy in the near future.”

 

Lara Guidetti & CarmenGiordano – Outrage Project – Theatre Garonne

“Lo Sdegno” nasce dall’incontro tra Lara Guidetti, coreografa e interprete fondatrice di Sanpapié, e Carmen Giordano, regista e drammaturga della compagnia Macelleria Ettore. Il percorso vuole sperimentare una formula diversa di produzione di spettacolo dal vivo, contrariamente alla consuetudine di esplorare una ricerca tematica tramite lo sguardo di un solo artista – o di un gruppo ristretto: in questa occasione le due artiste esploreranno il tema, sinonimo di un disagio tanto privato quanto collettivo, con il costante apporto di altri sguardi, altri artisti, altri incontri, andando a raccogliere suggestioni in altri paesi europei, per riuscire a tracciare e restituire al pubblico un punto di vista collettivo. Tutto il percorso di ricerca sarà accompagnato da una costante provocazione verso l’esterno, una continua domanda da porre a chi sarà invitato a entrare per un breve tratto nel cammino. “Cos’è lo sdegno per te?”

Con una dinamica da teatro d’inchiesta sarà così esplorato un nucleo di senso, un tema

vero e proprio portatore di significati sociali e filosofici. Il progetto ha quindi due obiettivi:

– Produrre, in una forma non per forza definita, uno spettacolo che restituisca l’idea collettiva emersa durante la ricerca, e che riporti in Italia le esperienze di altre nazionalità ed altri artisti;
– Sperimentare una formula di produzione culturale che veda la partecipazione come centro fondante, nucleo irrinunciabile, vincolo inscindibile, e promuova ulteriori scambi e prospettive di lavoro partendo da una solida base comune.

In un percorso aperto a continue suggestioni incanalate all’interno di tappe definite, il progetto raggiungerà una compiutezza nell’arco di 12 mesi, rimanendo poi aperto a ulteriori modifiche e contaminazioni. In questo sviluppo, l’incontro con Maguy Marin al Theatre Garonne de Toulouse, che si è proposto come base di partenza del progetto, sarà fondamentale. Alla grandissima coreografa, che offrirà alle due giovani artiste il suo “sguardo” e la sua esperienza di madre del teatro-danza francese, sarà posta la stessa domanda che a tutti gli altri artisti.

“Cos’è lo sdegno per te? Come lo racconta il tuo corpo?”

Il CV di Lara Il CV di Carmen

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” The Outrage ” is born from the meeting between Lara Guidetti, choreographer and founder of Sanpapié Company, and Carmen Giordano , director and playwright of the company Macelleria Ettore. The course wants to experience a different formula for the production of live performance, contrary to custom to explore a research topic through the eyes of a single artist – or a small group: on this occasion the two artists explore the theme, synonymous with discomfort private as well as collective , with the constant supply of other eyes, other artists, other meetings, going to collect suggestions in other European countries, to be able to trace back to the public and a collective point of view. All the search path will be accompanied by a constant provocation to the outside, an ongoing question for those who will be invited to come in for a short stretch on the road. ” What’s disdain for you?”

With a dynamic theater of inquiry will be explored as a core meaning, a theme true bearer of social and philosophical meanings. The project therefore has two objectives:

– Produce, in a form not necessarily defined , a show that returns the collective idea emerged during the search, and shall record in Italy the experiences of other nationalities and other artists;
– Experience a formula of cultural production that sees participation as a founding center, core inalienable , inseparable bond, and promote further exchanges and job prospects from a solid common ground.

In an open path to continuous suggestions channeled into definite stages , the project will reach a completion period of 12 months, it will remain open to further changes and contamination. In this development , the meeting with Maguy Marin Theatre Garonne in Toulouse, which is proposed as the starting point of the project, will be crucial. To the great choreographer , which will offer two young artists his ” look” and his experience as a mother of French theater and dance , will be asked the same question to all the other artists.

” What’s disdain for you? How do you tell your body? “

 

Sara Carmagnola - JGM

Il progetto si pone l’obiettivo di analizzare quali sono le linee di sostenibilità degli spazi culturali alla periferia di grandi città europee. In particolare si cercherà di analizzare come i rapporti intrapresi con le realtà – non solo culturali – del territorio possano rivelarsi una via per la sostenibilità. Gli spazi che si vogliono analizzare sono piccole realtà culturali, nate in genere dalla volontà di gruppi artistici di aprire dei luoghi (ad esempio spazi industriali riconvertiti) sia per la propria attività artistica sia per portare in un determinato luogo una proposta culturale diversificata; aprendo le periferie ad esperienze in genere legate ai grandi centri urbani, ad esempio residenze artistiche e spettacoli internazionali. Queste realtà spesso riescono a portare avanti le loro attività grazie al lavoro volontario di coloro che hanno creato il progetto stesso e agli introiti delle stesse (serate di spettacolo, serate di musica ed eventuale postazione bar). Ma quali altre linee di sostenibilità si possono tracciare?

L’interazione e il coinvolgimento attivo del territorio in cui questi centri lavorano può costituire un valore anche per la sostenibilità degli stessi spazi. Coinvolgere altre realtà territoriali, partendo dall’artigianato passando per il gastronomico, mettendo a disposizione spazi sia di creazione sia, soprattutto di vendita, potrebbe dar vita ad uno scambio economico e di servizi tra gli spazi culturali e le attività più propriamente commerciali del territorio. Questa interazione andrebbe anche a creare nuove relazioni di pubblico, perché avvicinerebbe allo spazio un target che, richiamato dall’offerta commerciale, non sarebbe stato intercettato tramite i canali usuali dello spazio culturale. Particolare attenzione in ultimo verrà rivolta a come e con quali criteri un ente culturale debba scegliere le attività commerciali da inserire nel suo contesto. Verrà studiato particolarmente il caso dello spazio COISA, spazio di creazione della compagnia João Garcia Miguel, situato a circa 40 minuti dal centro della città di Lisbona. Questo spazio, oltre ad accogliere le attività proprie della compagnia, ospitare in residenza o per spettacoli altre compagnie, sia nazionali che internazionali, e organizzare serate musicali; propone una ‘fiera’ dove artigiani e produttori locali, con frequenza mensile, hanno a disposizione un luogo riconoscibile per presentare e vendere i propri prodotti. In ultimo cerca di instaurate relazioni di scambio di servizio sia con le realtà coinvolte nella fiera, sia con altre, per cercare di ridurre i costi di gestione dello spazio stesso. Partendo dallo studio di questo caso e ricercando altri spazi con finalità simili in Europa si cercherà di restituire una serie di ‘buone pratiche’ di relazione tra spazi culturali e territorio che siano spendibili anche in una regione come la Lombardia.

Il CV di Sara

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The project aims to analyze what are the lines of the sustainability of cultural spaces on the outskirts of major European cities. In particular, we will try to analyze how the relationship undertaken with the reality – not just cultural – of the territory can be a path to sustainability. The spaces that she wants to analyze are small cultural places, usually born from the desire for artistic groups in open places (ex industrial spaces converted ) for own artistic activity and to bring in a certain place a cultural diverse; opening the suburbs to experience usually related to major urban centers, such as residencies and international shows. These realities often fail to carry out their activities thanks to the voluntary work of those who created the project and the proceeds thereof (evenings entertainment, music evenings and possible location bar). But what other lines of sustainability can be traced ?

The interation and the active involvement of the territory in which these centers work can be a value for the sustainability of these spaces. Involve other territories, starting from crafts through the culinary, providing space both creation and, above sales, may give rise to an exchange of services between the economic and cultural spaces and activities more strictly commercial land. This interaction would create new relationships with the audience, because it comes close to a target that space, called by commercial offer, it would not be intercepted via the usual channels of cultural space. Particular attention will be paid to ultimately how and by what criteria a cultural institution should choose the business activities to be included in its context. Will be studied particularly the COISA, a space of creation of the company João Garcia Miguel, located about 40 minutes from the center of the city of Lisbon. This space , in addition to accepting the company’s own activities , host in residence for shows or other companies, both domestic and international , and organize musical evenings ; proposes a ‘ fair ‘ where local artisans and producers on a monthly basis , have access to a recognizable place to showcase and sell their products . Finally looking for established trade relations with the realities of service is involved in the show, and with others, to try to reduce the cost of managing the space itself . Starting from the study of this case and looking for other areas with similar aims in Europe will try to return a set of ‘ best practices ‘ of the relationship between territory and cultural spaces that are expendable in a region like Lombardy.

 

Marco de Meo - Percezioni corticali Video danse en Bourgogne

Alla base del progetto di ricerca c’è l’empatia che dimostra l’uomo quando entra in relazione a stimoli esterni. La ricerca artistica nasce da una scoperta nel campo della neuropsicologia alla Tilburg University, nei Paesi Bassi. I ricercatori hanno condotto degli studi su soggetti affetti da cecità corticale parziale e il grado empatico che i soggetti dimostrano in relazione alla loro deficienza. Tali soggetti hanno un danneggiamento della corteccia visiva da un lato del loro cervello, che significa che hanno disturbi nel vedere in modo nitido dal campo visivo opposto al loro naso. Dalla ricerca è emerso che la risposta empatica era più veloce quando venivano presentate loro immagini nel campo visivo danneggiato. Ciò è prova interessante che tutti percepiamo delle sensazioni anche senza vedere nitidamente delle persone ma solo percependo la loro presenza. Il dettaglio in questa ricerca, viene concepito come un elemento non necessario, di eccessiva descrizione e porta chi guarda ad un più elaborato pensiero. La ricerca si concentra sulla primordialità del sentire, quello corticale appunto. A sostegno di tale ipotesi l’attenzione si è poi spostata sulla pittura impressionista. I pittori che seguirono questa corrente dipingevano le loro opere dandone un’impressione del soggetto, non dipingendone i dettagli. Il risultato è noto a tutti. Una miscela di colori che lascia lo spettatore ad avere una visione unica, priva di dettagli, fornendo le forme basiche del soggetto rappresentato, ed in alcuni pittori, a lasciare che sia l’occhio a creare le tinte cromatiche intermedie. Cortical Percepitions corre lungo questa ricerca tracciata, applicando tali concetti alla video danza. I colori fanno parte degli elementi attraverso i quali i sensi apprendono la realtà. Il progetto video intende utilizzare speciali occhialini chiamati Fireworks Glasses, i quali possiedono un reticolo di diffrazione utili per lo studio della luce e del colore. L’ospitalità presso il Video Danse en Bourgogne Festival, specializzato in questa forma d’arte, permetterà l’acquisizione di competenze tecniche, il confronto con altri artisti sulle tematiche della ricerca creativa, la possibilità di mettersi in rete con altre realtà e strutture operanti nel settore, oltre che di ricevere supporto e consulenza dallo stesso staff tecnico e artistico del festival.

Il mese di lavoro prevederà:

– arrivo a Bougogne, primi studi di approfondimento del progetto e frequentazione dei workshop organizzati dal Festival. Incontro con gli artisti ospiti del Festival;
– trasferimento a Parigi (sede organizzativa del Festival) per consolidare i contatti utili alla diffusione del lavoro e training fisico all’interno di strutture nella città;
– ritorno a Bourgogne e inizio della lavorazione e produzione video.

Il lavoro di ricerca continuerà in Italia coinvolgendo altri artisti nel progetto, trasmettendo le competenze tecniche acquisite, con l’obiettivo di realizzare una produzione che possa poi essere ospitata proprio al Video Danse en Bourgogne Festival.

Il CV di Marco

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The project stems from research that was intended to deepen the degree of empathy shown by patients with partial cortical blindness in relation to their deficiency .
The research has focused on the primordial feeling, the cortical fact. In support of this hypothesis, the focus then shifted to the Impressionist painting . The painters who followed this current paint their works by giving an impression of the subject, not dipingendone details.

The video project of Marco will use special glasses called Fireworks Glasses, which have a diffraction grating useful for the study of light and color. The hospitality at the Video Festival Danse en Bourgogne, specializing in this art, will allow the acquisition of technical skills, the comparison with other artists on the themes of creative research, the opportunity to network with other companies and organizations operating in the field, as well as receive support and advice from the same technical and artistic staff of the festival.

The month of work will include:

– Arrival in Bougogne , the first in-depth studies of the project and attendance of workshops organized by the Festival . Meeting with guest artists of the Festival;
– Transfer to Paris ( organizational home of the Festival ) to consolidate the useful contacts to spread the work and physical training facilities within the city;
– Return to Burgundy and begin fabrication and video production.

The research work will continue in Italy involving other artists in the project, and provide the technical skills , with the aim of creating a production that can then be hosted right in the Video Danse Festival en Bourgogne .

 

Alessandro Brasile - La danza di un viaggio - Viento Sur

Il lavoro si prefigge lo scopo di investigare le diverse evoluzioni della danza e delle sue coreografie nel viaggio dall’India all’Andalusia, dal kathak al flamenco, passando per le danze centroasiatiche e personaggi mitici e rifondatori della tradizione come Tamara Khanum, creando un corpo d’immagini fotografiche a cavallo fra il genere della fotografia di scena e la fotografia documentaria. Verranno così messe in luce assonanze e divergenze fra i diversi stili di danza, e le loro relazioni con la cultura a cui appartengono: una galleria di immagini alla scoperta delle identità del corpo. La forma pura della danza, nei diversi stili, è il soggetto di questo lavoro. La relazione, per immagini, delle coreografie, in molti casi secolari, che il tersicoreo esegue per tradizione e/o mestiere, mostrerà assonanze e dissonanze fra le diverse culture e forme. L’accento verrà posto sulle assonanze a supporto dell’idea che una radice comune si ritrova in mondi e modi fra loro distanti e che questo non può che essere dovuto ad una trasmissione continua, in viaggio e ad un bisogno primario comune: nota è l’idea che le prime forme di rappresentazione pubblica avessero a che fare con la ritualità religiosa e che la danza facesse parte di queste. Prima fra le arti sceniche poiché come il canto non necessita di strumento (se non il proprio corpo), la danza non è di per se soggetta alla musica bensì ad un ritmo interno, ad una qualità propria del tersicoreo che si rapporta con tradizioni, ambiente e società. La fotografia ben si confà attraverso una delle sue caratteristiche qualitative, l’assenza di suono, per rintracciare le caratteristiche del ritmo interno ai corpi in movimento: La danza. Lo scatto fotografico è anche censore dello scorrere del tempo offrendo così una soglia di osservazione privilegiata, come la pausa nella scrittura musicale che permette di apprezzare la sonorità.  Questo viaggio si prefigge di attraversare i corpi con le immagini e di farlo viaggiando in alcune tappe, alcune delle quali ancora da individuare, ed altre imprescindibili: Spagna (Andalusia), India (nord) e Centro Asia (Iran, Uzbekistan, Turkmenistan…) I contesti, sia quelli in cui avviene la danza che le località, saranno parte integrante del lavoro per dotare il lavoro di più ampi risvolti e sfumature. Il reportage che scaturirà da questa prima parte del progetto servirà oltre che come punto di partenza anche come impulso per la ricerca di un genere fotografico, un linguaggio specifico, che intrecci fotografia di scena, la fotografia documentaria e quella di azione con i fili della storia della danza. Questo viaggio inizia dalla sua possibile fine, come un viaggio di ritorno alle origini ma anche come un viaggio in cui si è perduta l’idea di un prima e di un poi, un percorso in cui i tempi si con-fondono nel danzare. Proprio per questo ospite della prima tappa è una destinazione a me molto cara e che fa parte della mia storia personale, con un gruppo di artisti disposti a seguire e partecipare il mio lavoro: la compagnia Viento Sur di Siviglia, con cui c’è una stretta conoscenza e con cui da tempo attendevamo l’occasione per creare un ponte effettivo non solo fra Italia e Spagna, ma anche fra altre nazioni e realtà europee.

Il CV di Alessandro

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The work aims to investigate the different evolutions of dance and choreography in the journey from India to Andalusia, from kathak to the flamenco, through the Central Asian dances and mythical characters and re-founders of the tradition as Tamara Khanum, creating a body of photographic images at the turn of the genre of still photography and documentary photography. So will be highlighted similarities and differences between the different styles of dance, and their relationships with the culture to which they belong: an image gallery to discover the identity of the body. The pure form of dance in different styles, is the subject of this work.
The dance. Photography is also censor the flow of time thus providing a threshold prime vantage, as the pause in music writing that allows you to appreciate the sound . This trip is designed to pass through the body with the images and do some traveling in stages, some of which are yet to be identified , and other essential: Spain (Andalusia) , India (north) and Central Asia (Iran , Uzbekistan, Turkmenistan … ) the contexts , both those where the dance that the resort will be an integral part of the work to equip the work of the broader implications and nuances . The report that will emerge from this first part of the project will serve only as a starting point as well as impetus for the search for a photographic genre , a specific language, which weaves still photography , documentary photography and to share with the threads of history of dance. This trip starts from its possible end, like a trip back to the roots, but also as a journey in which it has lost the idea of a before and an after, a location where the times with melt – in dance. Precisely for this reason the host of the first stage is a destination very dear to me and that is part of my personal history, with a group of artists willing to follow and participate in my work : the company Viento Sur in Seville , with whom there is a close acquaintance with and which has long waited for an opportunity to create an effective bridge not only between Italy and Spain, but also among other nations and European realities. 

 

Marco di Stefano & Chiara Boscaro & Marco Pezza – Pentateuco – Teater Albatross

Il Pentateuco (in ebraico Torah) è l’insieme dei primi cinque libri della Bibbia, il testo base delle religioni monoteiste. In esso sono gettate le basi religiose e culturali dell’occidente. Ma il Pentateuco è anche il racconto di un popolo e del suo continuo migrare fino all’arrivo nella tanto agognata “Terra Promessa”. Ecco cosa ci interessa del Pentateuco. La migrazione continua, il vivere insieme in una condizione precaria e quindi la necessità di creare una società in moto perpetuo. Da questo nasce il nostro progetto: un ciclo di 5 monologhi a sé stanti, derivanti in modo simbolico ai libri del Pentateuco, ognuno legato al tema principale della migrazione, ma che ne affronta diversi aspetti o fatti storici per noi fondamentali:

– La nascita del linguaggio (GENESI)
– L’esodo degli italiani in Istria (ESODO)
– La disciplina come modello di vita (LEVITICO)
– La clandestinità (NUMERI)
– Il concetto di tabù nella società occidentale (DEUTERONOMIO)

Ma noi ci occupiamo di teatro, non di sociologia. Raccontiamo storie, diamo voce a personaggi. 5 personaggi che nel mondo di oggi vivono una piccola o grande storia di precarietà, di migrazione, di viaggio. Ma il fascino del viaggio sta nel nascondere sempre un pericolo. Un progetto per cercare di comprendere meglio un mondo in continuo cambiamento. E per ricordarci che in fondo siamo tutti un po’ stranieri.
Proprio per questo cerchiamo la possibilità di ideare e montare i diversi monologhi all’estero in periodi di residenza, stringendo rapporti e nuove collaborazioni proprio come stranieri che si confrontano con culture altre, laddove il lavoro condiviso ci permetta anche di acquisire nuove conoscenze e pratiche. Da qui il contatto con Teater Albatross, che si è interessato al lavoro e si è offerto di sostenere e partecipare la prima tappa: la casa di due padri storici del teatro come Grotowski e Barba, a sua volta artista emigrante italiano in Svezia, un centro di produzione che negli anni ’80 ha realizzato un percorso di cinque spettacoli sul tema dell’Olocausto. Il lavoro condiviso con Teater Albatross è il primo passo di un progetto che per sua stessa natura sarà migrante, internazionale, europeo, e si pone l’obiettivo di riportare in Italia e restituire al pubblico il bagaglio di esperienze e di “storie” vissute in questo viaggio.

Il CV di Marco Il CV di Chiara Il CV di Marco P

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“The Pentateuch ( Torah in Hebrew ) is the set of the first five books of the Bible . From this comes our project : a series of five monologues in their own right , resulting in a symbolic way the books of the Pentateuch , each related to the main theme of migration, but that it addresses different aspects or historical facts are fundamental to us :

– The birth of language (GENESIS)
– The exodus of Italians in Istria (Exodus)
– The discipline as a way of life (LEV)
– The underground (NUMBERS)
– The concept of taboo in Western society (Deu)

But we take care of the theater, not sociology . We tell stories , we give voice to the characters. 5 characters in the world today live in a small or large history of insecurity, migration, travel. But the charm of the trip is always a danger in hiding. A project to try to better understand a changing world. And to remind us that in the end we are all a bit ‘ foreigners.
Precisely for this reason we seek the opportunity to design and assemble the various monologues in periods of residence abroad, tightening relationships and new collaborations like foreigners who are confronted with other cultures , where the shared work also allows us to acquire new knowledge and practices. From here the contact Teater Albatross, which was interested in the job and has offered to support and participate in the first stage. The work shared with Teater Albatross is the first step in a project that by its very nature will be migrant, international, European, and aims to bring back to Italy and return to the public the wealth of experience and ” stories ” lived in this trip.”

 

Marianna Miozzo & Marco Marzaioli & Marina Meinero - As Life - JGM

È un progetto scientifico-culturale che nasce da tre necessità:

– parlare di argomenti medici, antropologici e psicologici, attraverso un linguaggio più vicino all’uomo (quello del teatro e dell’arte);
– riavvicinare una società spesso disinteressata a temi sia artistici che sociali;
– imparare ad osservare e giudicare la nostra società dall’esterno, dal punto di vista dell’altro.

Il tema che fra gli altri ci è sembrato particolarmente di attualità è stato quello dell’infertilità femminile.
Accompagnato da una docente dell’Università di Napoli, un gruppo di artisti italiani lavorerà su questo tema per analizzarlo e poter creare una prima bozza. Attraverso un workshop teatrale che avrà luogo in Palestina dal 1 all’8 maggio 2014, attori, autori, sociologi ed antropologi si confronteranno giornalmente. Tre nazioni partecipano al workshop: Italia, Francia e Palestina.  Questo incontro è necessario per valutare similitudini e differenze nell’affrontare il tema della infertilità femminile, sia dal punto di vista scientifico e socio-culturale che artistico e servirà a mettere in comune le conoscenze e i risultati ottenuti da ogni équipe. Ogni gruppo tornerà poi nel proprio paese arricchito dallo scambio culturale e creerà un testo ed uno spettacolo basato su dati scientifici, su studi psicologici e antropologici, ma soprattutto sulle sensazioni nate durante il workshop, con l’obiettivo di proporre i risultati sia in teatri che in strutture più legate al settore scientifico-sociale (convegni di psicologia e antropologia, università, scuole, etc).  I testi creati verranno pubblicati nelle tre lingue originali e saranno accompagnati dagli studi delle Università coinvolte, ma questo progetto non intende concludersi con la creazione di uno spettacolo, ma animare una discussione europea su queste tematiche. Proprio per questo miriamo a coinvolgere altri paesi in questo meccanismo che mette in stretta collaborazione scienza, cultura, psicologia e teatro per rendere sempre più fertile il dialogo nelle nostre società. L’ospitalità offertaci per la prima fase di ricerca artistica dopo il workshop da JGM, che intende partecipare attivamente al progetto supervisionando la parte artistica, mettendo a disposizione i propri contatti e la sua struttura organizzativa, e promuovendo sul territorio la discussione su questi temi, rappresenta un primo passo per creare una nuova rete che permetta al progetto di proseguire e svilupparsi, e di creare un approccio diverso al tema dell’infertilità.

Il CV di Marianna  Il CV di Marina

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It is a scientific and cultural project that was founded by three needs:
– Talk about medical topics , anthropological and psychological, through a language closer to man (that of theater and art);
– Closer a society often disinterested in both artistic and social issues;
– Learn to observe and judge our society from the outside, from the point of view.

The theme that among others it seemed particularly relevant was that of female infertility.
Accompanied by a professor at the University of Naples , a group of Italian artists will work on this subject to be able to analyze it and create a first draft . Through a theater workshop that will take place in Palestine since 1 May 8 , 2014, actors, authors, sociologists and anthropologists will confront daily. Three nations participating in the workshop: Italy , France and Palestine. Each group then return to their country enriched by cultural exchange and create a text and a show based on scientific data , studies on psychological and anthropological, but especially on the sensations were born during the workshop, with the aim of proposing the results both in theaters in structures related to the field of science and social sciences (psychology and anthropology conferences , universities, schools , etc.). The texts will be published in three languages created the original and will be accompanied by studies of the universities involved , but this project will not result in the creation of a show, but animating a European debate on these issues. Precisely for this reason we aim to involve other countries in this mechanism that brings in close collaboration science, culture, psychology and theater to make ever more fruitful dialogue in our societies. The hospitality offered to us for the first phase of artistic research after the workshop by JGM, who intends to participate actively in the project overseeing the artistic part, by providing their contacts and its organizational structure, and promoting the territory of the discussion on these issues, is a first step to create a new network that will enable the project to continue and grow, and to create a different approach to the issue of infertility.

 

Nicolas Ceruti - Theatre Entropia

Il progetto prende origine sia dall’opera “Intervista sull’identità” di Z. Bauman, sia dal lavoro di ricerca portato avanti da ilinx teatro per la creazione dello spettacolo “I.P. identità precarie”: il tema è quello dell’Identità, della precarietà e della cittadinanza attiva, che vorremmo indagare a livello europeo organizzando laboratori e momenti di ricerca artistica comune con altre realtà della scena contemporanea.

Il lavoro con i partner avranno come ispirazione:

– realizzazione di una ricerca di tipo qualitativo attraverso interviste e questionari sia ai fruitori dei laboratori sia alla cittadinanza del luogo che ospita. La ricerca/inchiesta vertirà sulla percezione personale e collettivo delle proprie identità, delle identità dei luoghi e paesi in cui vivono e agiscono;

– a partire dai risultati delle ricerche e dei laboratori creare delle performance, installazioni e azioni collettive da portare nei luoghi che hanno partecipato al progetto in uno scambio reciproco delle differenti percezioni che possono avere sull’identità persone che vivono in paesi e culture diverse.

Quello che vi presentiamo è un modo di procedere, un percorso pensato, ma suscettibile di qualsiasi adattamento derivato dalla condivisione. Quello che ci urge avere per poter avviare il processo è un’adesione di altri artisti all’idea, che si andrà poi a comporre insieme e che sicuramente subirà adattamenti nelle fasi di lavoro comune, e con l’ingresso di nuovi partner, sinergie e percezioni. Dal punto di vista prettamente artistico, il progetto vuole permettere a noi e alle realtà che individueremo come partner di creare una serie di materiali, come prima abbiamo citato (performance, installazioni e azioni collettive) che possano circuitare nei territori dei partner coinvolti e che permettano di far conoscere il lavoro e i differenti processi creativi. Il partner individuato è Theatre Entropia, già collaboratore di altre Residenze Etre e conosciuto durante IETM Meeting Atene proprio per un intervento riguardante i temi dell’identità, che ha fatto subito scattare un’intesa ed un interesse ad avviare una collaborazione. Nella fase di lavoro all’estero vorremmo porre le basi per una conoscenza artistica e formativa sia con la realtà che ci ospiterà (che chiaramente conosciamo ma con la quale non abbiamo avuto ancora possibilità di lavorare sul campo) sia con la cittadinanza del territorio nel quale lavoreremo. Non vorremmo calare dall’alto una forma artistica o un prodotto sterile rispetto alle interazioni con il luogo e le persone che parteciperanno alle creazioni, ma crearlo in un processo di confronto continuo e reciproco nel periodo che ci vedrà lavorare insieme.

Il progetto ha l’obiettivo di:

– riportare nel nostro territorio (la Provincia Est di Milano) una nuova coproduzione su un tema europeo, un lavoro di ricerca qualitativa sul campo rivolta alla cittadinanza intorno al tema dell’identità europea attraverso laboratori, performance pubbliche incontri e dibattiti  in cui ospitare anche i partner;

– permettere al nostro territorio di venire a conoscenza delle produzioni di compagnie europee e, reciprocamente, far conoscere il nostro lavoro all’estero attraverso una tournée europea;

– far dialogare intorno ad un tema importante come quello dell’identità europea nella società contemporanea diversi punti di vista provenienti da regioni europee lontane;

– portare I cittadini di questi luoghi a confrontarsi fra di loro, in uno scambio di esperienze attraverso le attività produttive e formative delle realtà teatrali e culturali coinvolte nel progetto.

L’obiettivo finale, molto ambizioso, sarebbe quello di creare un network internazionale di sostegno, promozione e diffusione della nuova drammaturgia, legata al contemporaneo, riuscendo a finanziarne la partenza con un progetto europeo.

Le fasi che abbiamo immaginato sono:

– individuazione del partner europeo con cui cominciare il percorso di ricerca, identificato in Theatre Entropia;

– partecipazione a IETM Meeting Montpellier nella primavera 2014 insieme a Theatre Entropia per presentare l’idea progettuale ed individuare altri eventuali partner (Centri Culturali, Compagnie Teatrali, Residenze Artistiche, Singoli Artisti con particolare attenzione al settore del no-profit);

– periodo di residenza presso Theatre Entropia per sviluppare la prima fase di ricerca, aperta anche ad altri partner individuati a Montpellier e potenzialmente interessati. L’ipotesi di lavoro vorrebbe essere aperta e condivisa. E’ ipotizzato un periodo di un mese, che preveda a metà percorso un confronto con la realtà italiana per verificare il metodo anche sul nostro territorio. L’attività avrà vari livelli e prevederà sia lavoro di ricerca artistica sia momenti aperti alla cittadinanza;

– scrittura e redazione del progetto europeo da presentare nella primavera del 2015.

Uno degli sbocchi possibili è quello di dar vita ad un laboratorio di ricerca triennale che si sposti in 4/5 diversi stati Europei portando avanti la ricerca intorno al tema dell’identità nella società contemporanea, coinvolgendo soggetti professionisti e non, articolandosi anche attraverso mondi di indagine contigui al teatro.

Il CV di Nicolas

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The project takes its origin is from the opera ” Interview identity ” of Z. Bauman , both from the research work carried out by ilinx theater for the creation of the show ” IP precarious identity ” : the theme is that of identity, insecurity and active citizenship , we would like to investigate at the European level by organizing workshops and artistic moments shared with other realities of the contemporary scene. Working with partners will have as inspiration:

– Construction of a qualitative research through interviews and questionnaires to both users of the laboratories is to the citizens of the place that hosts it. The research / investigation vertirà on the perception of their personal and collective identity , the identity of places and countries in which they live and work;
– Starting from the results of research and workshops to create performances, installations and collective actions to take in the sites that have participated in the project in a mutual exchange of the different perceptions they may have about the identity people living in different countries and cultures.

And what we present a way forward, a path thought, but susceptible of any adaptation derived from the share. From the artistic point of view , the project will allow us to reality and that we will identify as a partner to create a variety of materials, such as we have mentioned before ( performances, installations and collective actions) that can circuited in the territories of the partners involved and allow for raise awareness of the work and the different creative processes. At this stage we would like to work abroad to lay the foundations for artistic knowledge and training both with the reality that we host (who clearly know but with whom we have not yet had chance to work on the field) and with the nationality of the territory in which will work . We would not fall from an art form or a sterile product with respect to interactions with the place and the people who participate in the creation, but to create it in a process of constant comparison and mutual learning in the period that will see us working together.

The project aims to:
– Bring in our area ( the Eastern Province of Milan), a new co-production on a European theme , a work of qualitative field research devoted to the theme of identity European citizenship through workshops , public performances and discussions that also accommodate partners;
– Allow our territory to come to knowledge of the productions of European companies and , reciprocally, to know our work abroad through a European tour;
– To create a dialogue around an important theme of identity in European contemporary society different points of view coming from distant regions of Europe;
– Bring The citizens of these places to confront each other in an exchange of experiences through productive activities and training of theatrical and cultural realities involved in the project.

The ultimate goal is very ambitious , would be to create an international network of support, promotion and dissemination of new drama , linked to contemporary, being able to finance their start with a European project.
One of the possible outcomes is to create a three-year research laboratory that moves in 4/5 different European countries conducting research around the theme of identity in contemporary society , involving professional actors and non- articulated through the worlds of research adjacent to the theater.

 

Cristina Carlini - IETMforItaly - IETM

IETM è un network internazionale nato a Polverigi (AN) negli anni ’80 per supportare le performing arts a livello europeo. Negli anni è diventato uno dei principali network mondiali dello spettacolo dal vivo, con oltre 500 organizzazioni socie in più di 50 paesi di tutto il mondo: la sua sede è a Bruxelles, e forte è il rapporto con la Comunità Europea e la Commissione Cultura.

L’attività di advocacy, sostegno alla cooperazione internazionale e promozione delle performing arts che IETM porta avanti si concretizza nell’organizzazione di due Meeting annuali, aperti anche ai non soci, che rappresentano quattro giornate di dibattiti, incontri, spettacoli e attività di networking estremamente informali, strutturati appositamente per favorire la conoscenza reciproca fra i partecipanti e l’individuazione di realtà simili con cui collaborare.

Associazione Etre è membro di IETM dal 2009, e già nel 2011 è entrato a far parte dell’Advisory Board nel network. In concomitanza con EXPO 2015, Associazione Etre ha proposto a IETM di ospitare in Italia, per la prima volta dopo dieci anni, lo Spring Meeting: la candidatura è stata accettata, e l’Associazione sta ora lavorando per coinvolgere le istituzioni, i privati e le altre organizzazioni italiane nell’evento nella prescelta città di Bergamo, e riuscire effettivamente a rendere realizzabile il progetto.

In un momento di crisi come quello attuale, e in un sistema teatrale poco abituato a rapportarsi con l’estero, la possibilità di ospitare IETM 2015 è per l’Italia e la Lombardia una grandissima opportunità, in grado, se ben strutturata, di segnare la differenza e far compiere un salto di qualità alle compagnie italiane.

Gli obiettivi del progetto sono:
– promuovere l’internazionalizzazione del sistema italiano;
– presentare gli operatori internazionali le realtà lombarde e nazionali;
– portare sul territorio della Lombardia un evento con grandi ricadute di visibilità e di ritorno economico per il territorio di riferimento;
– stimolare la sensibilità delle istituzioni pubbliche e private nei confronti delle imprese creative, che possono rappresentare un importante settore di rilancio economico e occupazionale;
– strutturare un meeting in cui abbiano accesso preferenziale i giovani artisti ed organizzatori, per garantire loro gli strumenti e il sostegno necessario a continuare le loro progettazioni anche in futuro.

Già in sede di pre-progettazione, sono emerse una serie di criticità. E’ infatti molto difficile declinare lo schema del Meeting sul sistema Italia: la natura informale dell’evento è essa stessa un potenziale limite, perché si basa su una formulazione di networking che è davvero inusuale per la più istituzionalizzata realtà italiana, e rischia di lasciare i nostri operatori “spiazzati”. E’ poi evidente che questo evento dovrebbe fornire il giusto pretesto per superare le divisioni interne ai vari comparti del settore, ed essere sfruttato per incentivare la cooperazione e la rete fra le strutture nazionali già prima dell’evento stesso, organizzando un percorso di avvicinamento dedicato che sia anche formativo per i partecipanti, e che potrebbe tenersi nei territori delle Residenze nei mesi precedenti al Meeting.

Altro elemento critico, in questo momento storico, sarà garantire all’evento il supporto delle istituzioni pubbliche e private, e in particolar modo del Ministero, che non possono non essere considerate e coinvolte in un momento che potrebbe risultare così strategico per avviare contatti e relazioni fra l’Italia e l’estero.

IETM è una struttura abituata a ospitare operatori e stagisti, e che ha fatto dell’accompagnamento alla progettazione uno dei suoi obiettivi di mission: è risultato pertanto automatico pensare con loro ad un periodo che porti Cristina Carlini, Network Coordinator e progettista di Associazione Etre, a lavorare a stretto contatto con lo staff di IETM per riuscire a migliorare e al contempo verificare su campo il progetto per l’Italia, potendo contare sull’esperienza decennale di Michel Queré, Head of Production dei Meeting, e sul sostegno anche istituzionale del Segretario Generale Nan van der Houte, oltre che sulla competenza del Board IETM. Nell’estate 2014 sarà in preparazione il Meeting autunnale di Sofia 2014, permettendo a Cristina Carlini anche di osservare le fasi avanzate del lavoro che IETM svolge con l’organizzatore locale, e quindi di acquisire know how e buone pratiche non solo nella fase di progettazione, ma anche sulla parte più pratica che ne seguirà. La permanenza nella base del network permetterà inoltre a Cristina Carlini di acquisire nuovi contatti utili per Associazione Etre e le Residenze, consolidare il rapporto con IETM, conoscere maggiormente la realtà teatrale nord europea.

La possibilità di garantire a un membro dello staff di Associazione Etre una permanenza estera di questo tipo permetterà al progetto di essere incredibilmente migliorato, di ottimizzare gli effetti positivi che l’evento porterà in Lombardia, di acquisire importanti contatti per progettualità future, e non meno importante rappresenterà un’occasione formativa unica per uno dei membri principali dello staff di Etre.

Il CV di Cristina

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IETM is an international network in the ’80s to support the performing arts in Europe. Over the years it has become one of the world’s leading network of live performance: Its headquarters is in Brussels , and the stronger the relationship with the European Community and Cultural Commission .

The advocacy activities, support for international cooperation and promotion of the performing arts that brings forth IETM is realized in the organization of two Annual Meetings, which are open to non-members , which represent the four days of discussions, meetings , events and networking activities extremely informal , structured specifically to foster mutual understanding between the participants and the identification of similar situations to work with.

Association Etre is a member of IETM since 2009 , and already in 2011 he joined the Advisory Board in the network . In conjunction with EXPO 2015 Association Etre has proposed to accommodate IETM in Italy for the first time in ten years, the Spring Meeting : the application has been accepted , and the association is now working to involve institutions, private and other organizations in the event preferred Italian city of Bergamo , and actually be able to make the project feasible.

In a time of crisis like the present, and in a little theater system used to deal with foreign countries, the ability to host IETM 2015 for Italy and Lombardy a great opportunity , can , if properly structured, to score make a difference and make a quantum leap to Italian companies.

The objectives of the project are:
– To promote the internationalization of the Italian system;
– Present the international players and national realities of Lombardy;
– Bring on the territory of Lombardy event with great visibility and impact of economic return for the relevant territory;
– Stimulate the sensitivity of public and private institutions in respect of the creative industries , which may represent an important sector for economic recovery and employment;
– To organize a meeting in which they have preferential access to the young artists and organizers , to ensure them the tools and support they need to continue their designs in the future.

The ability to ensure that a staff member of the Association Etre a foreign permanence of this type allow the project to be dramatically improved to optimize the positive effects that the event will bring in Lombardy, to gain valuable contacts for future projects , and not less represent important educational opportunity for unique key member of the staff of Etre.

 

Fabio Ferretti - Nothing but dance - Dansateliers

Tramite questo progetto si vuole indagare possibili vie alternative di produzione di danza contemporanea, fino a realizzare un modello e un piano di fattibilità per un centro di produzione e sostegno di danza contemporanea. Per farlo si ritiene necessario entrare all’interno di organizzazioni strutturate diversamente rispetto ai modelli nazionali presenti. Sono state analizzate in tal senso diverse strutture nord-europee, francesi e tedesche: in Germania, Olanda e Belgio in particolare la danza contemporanea gode di una sensibilità maggiore da parte del tessuto sociale, e questo ha fatto sì che siano nate strutture altamente innovative nel campo della produzione coreutica contemporanea. La scelta è caduta su Dansateliers di Rotterdam, uno dei centri più attivi nell’ambito della danza contemporanea europea, che negli anni ha messo a punto un sistema di residenze, sostegno alla produzione rivolto ai giovani autori, incontro e confronto col pubblico e sostegno successivo alla produzione che è un modello per molte altre strutture. Tramite un periodo di residenza presso di loro, con una successiva interazione anche con il Dansmakers di Amsterdam – altra eccellenza nel campo del sostegno alla produzione di danza contemporanea – si ritiene di poter mettere in luce una serie di elementi qualitativi per arrivare alla formulazione di un modello di produzione eventualmente riproducibile su scala nazionale.

Riepiloghiamo di seguito gli obiettivi:
– Analizzare, su scala europea, le best practices di produzione alternativa di danza contemporanea nate negli ultimi dieci anni;
– Confrontare i modelli di produzione esistenti in Italia con i centri di produzione europei;
– Analizzare il ruolo dei network di produzione, circuitazione e sostegno alla giovane danza d’autore presenti in Europa, anche alla luce delle linee di finanziamento EU presenti all’interno del nuovo programma Creative Culture 2014-2020;
– Formulare un possibile modello di centro di produzione e sostegno di danza contemporanea, evidenziandone gli elementi strutturali imprescindibili, i fattori di successo e quelli di rischio, il rapporto con la comunità di riferimento, i canali di finanziamento

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Through this project we want to investigate possible alternative routes for the production of contemporary dance. To do so is considered necessary to enter in organizations structured differently than national patterns present. Were analyzed in this sense different structures in northern Europe and Germany : In Germany , the Netherlands and Belgium in particular contemporary dance has a greater sensitivity on the part of the social fabric , and this has meant that they are born highly innovative structures in the field of contemporary choral production . The choice fell on Dansateliers of Rotterdam, one of the most active in the field of European contemporary dance , which over the years has developed a system for residences , production support , meeting and discussion with the audience following the production and support that is a model for many other facilities. Through a period of residence in them, with a subsequent interaction with the Dansmarket Amsterdam – other excellence in supporting the production of contemporary dance – you believe you can bring to light a number of qualitative factors to arrive at the formulation of a production model may be reproducible on a national scale.

The table below sets objectives:
– Analyze , on a European scale , the best practices of alternative production of contemporary dance born in the last ten years;
– Compare the models of existing production in Italy with production centers in Europe;
– Analyze the role of production networks , and support circuitry for the young dance auteur in Europe, also in the light of EU funding lines inside the new Creative Culture program 2014-2020;
– Formulate a possible model for the production of contemporary dance, highlighting the essential structural elements, the success factors and the risk , the financing channels.