W.A.Y. We Are Young

logo-wayW.A.Y. come We Are Young e come the way nel significato strada da percorrere, ma soprattutto il modo giusto di fare qualcosa.
Scopo del progetto, prosecuzione di RITORNO AL FUTURO (finanziato da Regione Lombardia a Wonderland Festival/Teatro Inverso su questa stessa legge negli anni 2014 e 2015), è facilitare le giovani compagnie e le compagnie emergenti nel diffondere la cultura teatrale presso le nuove generazioni.
Il progetto riprende l’impegno a sostegno delle compagnie giovani ed emergenti lombarde, la modalità di selezione a capillare diffusione regionale e l’accompagnamento verso una maggior professionalità. Ne amplifica le tematiche offrendo una formazione d’alto livello ed un sostegno economico e promozionale.

Il progetto W.A.Y. ha l’obiettivo di promuovere le nuove creatività lombarde nelle arti performative (teatro, danza, physical theatre) in modo da facilitare la loro distribuzione sul territorio italiano ed internazionale. Nasce anche per creare un momento di confronto tra le compagnie professioniste emergenti della Regione Lombardia, gli operatori culturali, nonché per aprire il lavoro teatrale delle compagnie ad un vasto pubblico al fine di poter migliorare la qualità produttiva.

Il progetto vede coinvolte sei associati ad Etre, tutti attivi anche come residenze artistiche (Residenza I.DRA, teatro in-folio Residenza Carte Vive, Associazione K/Manifattura K, Residenza Teatrale Ilinxarium, Qui e Ora, Nudoecrudoteatro, Dance_B/artedanzae20) e la stessa Associazione Etre a sostegno delle compagnie giovani ed emergenti, intese come compagnie teatrali formate in maggioranza da under 35 o come compagnie fondate da meno di tre anni. Sono state selezionate sei compagnie con queste caratteristiche, una per ciascun socio di ETRE, in base ai criteri condivisi di questo progetto, ma con particolare attenzione al territorio d’appartenenza.

Grazie ad un partenariato solido e di particolare prestigio, alle compagnie selezionate è offerto un percorso di formazione professionale strutturato appositamente sulle esigenze delle compagnie giovani ed emergenti.
A chiusura di questa prima fase di progetto si strutturerà un momento di grande visibilità aperto ad operatori del settore e critici, programmato il 11 dicembre 2016 presso DanceHaus più Via Tertulliano 70 , Milano

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16.00
Figli Maschi
Heroes – oltre i mantelli c’è di più
DURATA: 35 minuti circa

16.45
Guinea Pigs
Metafore del silenzio – Un primo studio in Silenzio
DURATA: 30 minuti

17.15
break

18.00
Arianna Rodeghiero
In Between
DURATA: 20 minuti

18.30
Ex Drogheria & Co
TRE [+1] Sit tibi terra levis
DURATA: 60 minuti

19.30
break

20.30
Il ServoMuto / Teatro
Polvere
DURATA: 60 minuti.

21.45
Compagnia I Demoni
estratti da “Giulio Cesare”
DURATA: 30 minuti.

A seguire brindisi finale!

 

Di seguito le compagnie selezionate:

Compagnia I Demoni, presenta estratti da “Giulio Cesare”
in residenza presso teatro in-folio Residenza Carte Vive

immagine

Regia di Alberto Oliva
Con Mino Manni, Alessandro Castellucci,
Scene e costumi Lucia Giorgio

Giulio Cesare è il grande assente dell’opera a lui intitolata. Da questa mancanza nasce il conflitto che deflagra nel testo. La straordinaria attualità del testo di Shakespeare ci consente di fare una radiografia spietata e illuminante delle dinamiche del potere che si ripetono anche oggi, in cui viviamo un momento di stagnazione e crisi del sogno democratico che si è celebrato con la fine della seconda guerra mondiale.
La grande qualità dell’opera shakespeariana, come di tutti i grandi classici, è la sua ambiguità, la sospensione del giudizio, che rimette alla sensibilità dello spettatore le decisioni morali. Non sappiamo da che parte stia Shakespeare. Tratteggia dei personaggi complessi, non ha pietà di loro quando li fa cadere vittime di errori ingenui (Bruto che dà la parola ad Antonio credendo di averne sminuito il potere dialettico) e concede loro un momento di compassione solo quando li fa suicidare. Lo stesso destino riservato ad Antonio nell’opera successiva, in cui si contrappone a Cleopatra.

Nell’estratto che presenteremo l’11 dicembre, mostriamo il fulcro dell’opera e del messaggio shakespeariano, ovvero i due grandi discorsi di Bruto e Antonio dopo la morte di Cesare, capaci di spostare il consenso dell’opinione pubblica con la forza della parola e della retorica. La politica attraverso la comunicazione, in un grande castello di carte, o, per dirla in inglese, “House of Cards”.

Con l’adattamento di Giulio Cesare, I Demoni proseguono il loro personale percorso nell’analisi del Potere e dell’animo umano insieme al ruolo della Bellezza e dell’Arte nella società civile, intrapreso nella scorsa stagione con Shylock – Io non sono come voi, tratto dal Mercante di Venezia.

 

Figli Maschi presenta Heroes- oltre i mantelli c'è di più
spettacolo vincitore del bando Spazio di Prova 2016 - con il sostegno di Qui e Ora Residenza Teatrale

heroes-2Regista e dramaturg: Lucio Guarinoni
Preparazione vocale e ricerca musicale: Flavio Panteghini
Luci: Giacomo Arrigoni
Con: Pietro Betelli, Enrico Broggini, Giorgio Cassina, Flavio Panteghini, Marco Trussardi, Elia Zanella

“Heroes- oltre i mantelli c’è di più” (titolo provvisorio) porta avanti la ricerca della compagnia sull’identità di genere, e lo fa indagando l’archetipo dell’eroe, alla base dell’immaginario e della costruzione identitaria maschile. I personaggi di Achille e Patroclo ci accompagnano in un percorso di domande ancora attuali: chi è un eroe? In che modo si distingue da una persona comune? Quali tracce e testimonianze lascia dopo la sua morte?
La narrazione epica ci porta a riflettere sulla tematica della crescita, in un dialogo tra i riti di passaggio propri dell’eroismo e quelli che riguardano i giovani nell’epoca contemporanea.
Realizzato con il sostegno di Quieora Residenza Teatrale

 

ServoMuto / Teatro presenta Polvere
Spettacolo vincitore del Premio L.A. Petroni 2015 - con il sostegno produttivo di Residenza IDra

polvere1Drammaturgia Marzia Gallo e Michele Segreto Regia Michele Segreto
Scene Diego Ossoli
Disegno luci Iro Suraci
Tecnico di compagnia Mauro Faccioli Registrazioni Silvia D’Agostino Consulenza movimenti Natascia Medaglia
Con Marzia Gallo
Liberamente tratto da “Se è una bambina” di Beatrice Masini
Si ringrazia il Comune di Borgosatollo

Ricordi, voci, odori. Tatto, udito, olfatto. Cosa rimane di tangibile una persona quando se n’è andata?Polvere. Soprattutto, polvere. Costituita in gran parte di cellule morte della pelle umana, la polvere comune è ciò che rimane in casa a ricordo di una persona che abbia vissuto in quel luogo.
Un evento drammatico separa una madre e una bambina. Un evento che impossibile da nominare, impossibile da capire, e quindi mascherato, nel ricordo di una bambina che non sa (ancora) accettare la realtà. Bombardamento, guerra. Un dolore talmente universale e intimo che poco importa sapere di quale guerra si tratti; poco importa datarne il periodo, precisarne il luogo, stabilirne i confini.
C’è un dialogo che non è un dialogo, uno scambio di battute tra due voci che non si sentono, tra un corpo -presente, in scena- e una voce distante, familiare, nota ma irraggiungibile.
Tra il fiume in piena, privo di pause, che sono le parole della bambina e le parole precise, scelte con cura della madre. Una relazione che non è una relazione, priva di scambio, in binari paralleli mai destinati ad incrociarsi. Però vale la pena tentare. C’è una bambina, sola, che trascorre giornate sempre identiche in un collegio, tra divise, letti numerati e cibo privo di sapore; che cerca nei pochi aff etti rimasti (il nonno) un’ancora a cui aggrapparsi in un momento difficile. Una bambina sveglia, che osserva e impara, che racconta per tenere compagnia per prima cosa a se stessa, in modo impreciso, frettoloso, sovrapponendo ricordo e presente, fantasia e realtà. E poi una seconda voce. Priva di fisicità, priva di legami, in una bolla sospesa nel tempo. Cerca un contatto (impossibile?) con la sua bambina. Così lo spettatore viene eletto a testimone, se non addirittura a tramite tra questo mondo e quello, tra madre e figlia, vivi e morti, carne e polvere. Presente e assente, si posiziona al centro di quel contrasto insanabile tra aspettativa e realtà. Stabilire una relazione tra due voci che per la loro stessa natura non ne hanno, che apparentemente non potrebbero essere più diverse ma che hanno la necessità di trovare il loro incastro. Relazionarsi con la figura di una bambina, rispondendo operativamente al paradosso interpretativo di trasporne le parole nel corpo di un’attrice adulta, evitando quanto più possibile gli stereotipi immaginifici.

 

Ex Drogheria & Co presenta
TRE (+1) Sit tibi terra levis Progetto vincitore Giovani Direzioni 2016 - Testo finalista “Hystrio scritture di Scena 2016” - con il supporto di Residenza artistica ILINXARIUM

Testo e regia SARA PESSINA
Con SIMONE BALDASSARI, CHIARA LEONCINI, DAVIDE PINI CARENZI, SARA ZANOBBIO
Costumi – STEFANIA CORETTI
Scenografia – ELENA COLOMBO E TEATRO EX DROGHERIA & CO.
Drammaturgia del movimento – FLAVIO D’ANDREA
Organizzazione – FEDERICA FALGARI

La vita può essere capita solo all’indietro, ma va vissuta in avanti
(Soren Kierkegaard)

Dicono che la polvere di corno di unicorno sia magica e guarisca ogni malattia.
TRE[+1]
E se ti dicessero che la fine è solo inizio? E se ti dicessero che la Morte è solo un passaggio?
E se potessi assistere attraverso questo passaggio a quello che accade Sotto?
Cosa ti immagineresti?

TRE vite +1 assistono al Sotto. Ognuno con un ruolo, ognuno con un compito che non è poi così chiaro
(in principio), vedono la luce o non vedono la luce, riflettendo l’esistenza dell’essere umano in TRE modi diversi. C’è chi di anni ne ha 93, 29, 42 e TREcentomilioni o forse di più.
C’è chi da sempre è in quel luogo e chi ci arriva assolutamente impreparato, ma dato che l’unica cosa certa (alcuni dicono) sia la Morte, da questa non possono tornare.
È uno spettacolo surreale, ma assolutamente realistico, che gioca con il tema più spaventoso di tutti, con un linguaggio contemporaneo e semplice.
TRE vite +1 sono in scena, ma i ricordi sono tanti e improvvisamente non sono più i soli.

 

Arianna Rodeghiero presenta In Between
progetto selezionato per Anticorpi XL 2016 con il sostegno di ArtedanzaE20 / DanceHaus più

img1cNel mio solo In Between esploro la dimensione di incertezza in cui il corpo si trova nel momento di “ricordare” una particolare emozione o situazione.
Tutto inizia con una persona nello spazio e un suono interrotto, che ricrea i ricordi. Il suono e la danza sono in costante dialogo, entrambi seguono un graduale crescendo.
Partendo da una dettagliata gestualità della parte superiore del corpo, il movimento si evolve coinvolgendo a poco a poco tutto il corpo, espandendosi nello spazio.
Lo stesso materiale coreografico viene manipolato e trasformato secondo diverse modalità e qualità che definiscono anche precisi spazi: ad esempio il movimento diventa piccolo e interno, quasi marcato, trasposto al pavimento, riprodotto all’ indietro, veloce e in slow motion come nella modalità rewind e forward di un registratore.
In questo spazio della memoria, il corpo è in costante movimento tra questi diversi stati non fermandosi mai in un punto certo, preciso. Mi interessa indagare l’ in between del movimento, non la sicurezza del punto di arrivo, bensì la fragilità della transizione.
Il mio intento è quello di creare un’ atmosfera di sospensione, in cui flash back di sensazioni già esperite ritornano al corpo e alla mente.
È un viaggio privato nel tempo, quasi una trans, che il pubblico osserva come se fosse invisibile agli occhi del performer, come un voyeur che lo spia dall’esterno.

 

Guinea Pigs presenta Metafore del silenzio - Un primo studio in Silenzio
un progetto di Betti Rollo con la Compagnia Guinea Pigs, con il sostegno di Manifattura K – residenza multidisciplinare, di Pessano Con Bornago

ilsilenzio3_per-webideazione e movimento scenico: Betti Rollo
performer: Marco De Francesca e Betti Rollo
consulenza drammaturgica: Giulia Tollis
composizione sonora: Gianluca Agostini

Il progetto nasce da una proposta della danzatrice Betti Rollo: esplorare dal punto di vista del movimento, della composizione sonora e della parola, il silenzio. Silenzio come attitudine, come materia, come voce; aiutante e antagonista, compagno e ombra di ogni esistenza.
Con il progetto il gruppo di lavoro, composto da Betti Rollo, danzatrice e coreografa, dal performer, Marco De Francesca, dal sound designer Gianluca Agostini e dalla drammaturga, Giulia Tollis, si interroga sulla natura del silenzio, sulla sua struttura, sulle sue immagini e sulle sue metafore.
Assistiamo a un corpo a corpo, a un gioco di vuoti e pieni, complice uno spazio all’apparenza vuoto: lo spazio del rumore, del suono e della percezione. Il suono si insinua negli interstizi del movimento, proprio come il silenzio si insinua negli interstizi della materia.
I due performance in scena, affrontano il rapporto tra la Persona e il Silenzio, forza multiforme che accoglie, sostiene, distrugge e crea. Nella relazione che si instaura tra la Persona e il Silenzio sta il tempo, il tempo presente e conteso dell’azione, quello passato del ricordo e quello futuro del cambiamento. La sfida della Persona è quella di riappropriarsi di un rapporto con il Silenzio, che troppo spesso, nella società del rumore in cui viviamo, fa paura, viene associato a stati di depressione e di solitudine sofferta, genera frustrazione, ospita mostri e ossessioni.
L’incontro tra Persona e Silenzio si compie attraverso un rito, il rito della danza e del corpo. Riconoscere la presenza del Silenzio e la sua forza rappresenta per la Persona la possibilità di riappropriarsi di un’ attitudine, di una materia, di una voce, di riappropriarsi di una parte dì sé, fondamentale per la comprensione del mondo.
Fonti di ispirazione per il progetto sono gli scritti raccolti nei taccuini dell’Accademia del Silenzio, una scuola, un laboratorio e un’occasione di incontro e confronto tra individui in vacanza dal rumore; il libro “Il cane nero” di Rebecca Hunt e il saggio “La sostanza delle cose” di Mark Miodownik.
Il gruppo presenta il progetto in una prima forma di studio, realizzata presso la struttura di Manifattura K – residenza multidisciplinare di Pessano Con Bornago e beneficia anche dell’incontro e del confronto con i suoi direttori artistici: Marco Di Stefano e Chiara Boscaro.
Il lavoro di creazione continuerà nel 2017 presso lo spazio di Villa Pini di Bologna, nell’ambito del bando di residenze promosso da ERT – Emila Romagna Teatri e Arena del Sole di Bologna.

 

Laden Classe presenta 193 problemi
compagnia vincitrice Bando Upnea2016 / con il sostegno produttivo di Nudoecrudo Teatro

laden-classe-7Leonardo Cristiani: Classe 1987. Giocoliere, clown, performer, acrobata su ruota Cyr. Enrico Formaggi: Classe 1985. Porteur di mano a mano, musicista.
Lucia Granelli: Classe 1991. Acrobata su palo cinese, agile di mano mano, banchina e giochi Javier Varela Carrera: Classe 1987. acro/danzatore, trapezista, acrobata su ruota Cyr.

“193 problemi” è un progetto di creazione su forma biennale (2015-2017) che ha come obiettivo la realizzazione di uno spettacolo di circo contemporaneo della durata complessiva di un’ora.
I 193 problemi, a cui il titolo fa riferimento, vanno a comporre una lista che viene consegnata al pubblico all’inizio dello spettacolo e che subito fa entrare lo spettatore nell’universo concettuale che sta accompagnando la creazione.
Lo spettacolo si presenta al pubblico come una sorta di esperimento sociale, in cui gli individui selezionati non hanno caratteristiche adatte a creare un progetto comune, ma nel quale, attraverso l’ostinazione, riusciranno comunque a portare avanti l’azione scenica.
Dopo la prima scena, cominceranno ad alternarsi svenimenti, deliri, corpi impossessati dalla musica,…situazioni bizzarre e asfissianti che il resto del gruppo cercherà di risolvere. All’accumularsi continuo di problemi e situazioni disastrose andranno a fronteggiarsi altrettante soluzioni, talvolta assurde come la venerazione in scena del cactus, come “unica pianta senza problemi”, come simbolo del collettivo che “prosegue nonostante le difficoltà”.
La lista dei 193 problemi è uno strumento che ispira in maniera ironica il lavoro della compagnia, raccogliendo imprevisti, disavventure, incidenti, più o meno gravi, accaduti ai componenti durante i due anni di creazione.
I problemi entrano nella scena e ne diventano il motore, in maniera più o meno esplicita, conferendo alle situazioni un colore tragicomico che vuole nel contempo far sorridere e riflettere.
“193 problemi” riporta sulla scena le difficoltà del collettivo, che vanno dal banale incastro delle rispettive abitudini, a problematiche molto più influenti, come la carenza di risorse economiche e culturali nel panorama circense soprattutto italiano.
Questo parallelismo porta la compagnia a riferirsi durante la creazione al concetto di “meta teatro” (teatro nel teatro) alternando verità e finzione e lasciando spazio alle fuoriuscite dalla drammaturgia coinvolgendo il pubblico nella lettura dei problemi del gruppo.

 

Progetto sostenuto da Regione Lombardia, con il Patrocinio Oneroso di Fondazione Cariplo