La Mansiòn

admin marzo 30th, 2010

Residenza La Mansiòn – Compagnia Araucaìma Teater

Araucaìma Teater è una realtà teatrale che si caratterizza per il rigoroso lavoro di ricerca sviluppato sulla partitura gestuale, sulla musica ed, in particolare,sulla voce; si occupa di progetti di teatro sociale, consistenti nel coinvolgimento di realtà di marginalità ; organizza un festival estivo di musica teatro e poesia.

Con il progetto residenza mira al consolidamento e ampliamento della struttura organizzativa della compagnia; al miglioramento dell’attività di produzione dei propri spettacoli; allo sviluppo del proprio percorso di ricerca, al consolidamento della cultura teatrale nel territorio coinvolto, senza escludere l’attività di formazione continuativa rivolta al territorio, l’azione strutturata di relazioni e collaborazioni, il coinvolgimento di realtà abitualmente distanti dal teatro e la circuitazione e affermazione della compagnia oltre i confini del territorio.



Contatti

post: Araucaìma Teater

via Redipuglia, 4 -24020 Ranica (Bg)

web: www.araucaimateater.it

email:info@araucaimateater.it

tel: +39 3477025373 +39 3451821815

Sedi operative

via Stezzano, 33 24052 Azzano San Paolo (Bg)



Lo spettacolo: “Föch”

Fuori nevica, di traverso, fa freddo e il vento pela la faccia. Dentro meno, c’è la paglia e le bestie, ma non basta. Il fuoco serve. Ma manca la legna e pure la nonna che è andata a prenderla, la legna. Non si può cominciare, la veglia. Non si può finire, la giornata.

La Rosina è incantata. Guarda la neve scendere, ogni fiocco una proposta, un fidanzato, un buon partito. Buon mestiere uguale pancia piena, famiglia assicurata, tetto sulla testa, piatto caldo, letto morbido, felicità…

Alla Rosina piace il Piero, però. Perché lui le vuol bene e questo basta, la Rosina è contenta. Il Bepo, che di lei è il fratello, le femmine le conosce. Mica una o due, lui ne fa girare tante, tutte le conosce. Il Tone neanche una. O forse una sì, la conosce, anche troppo. La Maria è madre dei tre, attenta e comprensiva, le sue creature crescono ma lo devono fare con dignità e rispetto. Fuori c’è un mondo insidioso, duro, inesorabile, bisogna essere pronti. Poi c’è il nonno, sguardo distratto, assente, smemorato e sordo. Sembra. In realtà al nonno non sfugge niente, e quando deve, arriva, senza risparmiare nulla a nessuno. Perché lui sa. E tutti lo sanno.

Fame, freddo e lavoro. Pance vuote che urlano polenta, facce tagliate dal vento e segnate dal sudore, mani gonfie di zappa, badile e falce. Con l’energia che fa di tutto questo non annichilimento, autocommiserazione, ma forza esplosiva e convulsiva, puro istinto di sopravvivenza. La vita non la si guarda, né la si commenta e analizza, non la si vive semplicemente e serenamente, noi la si mangia, la si sbrana. Sennò è lei a ingoiarci. Senza appelli.

Scheda presentazione_FOCH

Scheda tecnica_FOCH



Lo spettacolo: “Ilio HR”

Questo è il poema di un popolo che scopre la propria bestialità, la guarda in faccia, ne diventa cosciente, consapevole, e si sforza, si illude di poter impostare la propria esistenza su basi razionali.

Ed è in questo umanissimo sforzo che scopre la dimensione assolutamente tragica della contraddizione che è dentro di noi. I corpi degli eroi e degli dei omerici sono evocativi di un male immateriale, di un principio di ordine spirituale che deforma la materia, un dinamismo che agisce in senso contrario a quello della natura. Da una parte una fisicità prorompente, smodata, tracotante, a caratterizzare l’eroe mortale, dall’altra una lasciva e ingannevole, per certi versi imbarazzante, a connotare gli dei.

C’è un triste filo d’unione che collega questi corpi: da una parte una divinità così umana, carnale e, dall’altra, un’ umanità che appare divina. E’ nell’Iliade, in questo monumentale inno alla guerra, che sorprende come affiorino indelebili le forze della compassione. Sono le figure dei vinti a rimanere nella memoria, nonostante sia una storia scritta dai vincitori.

Tra le righe di una ostinata barbarie ci colpiscono nitidi riflessi di un autentico amore per la pace. Tanto più grande e pervicace è il trionfo della cultura guerriera, con Achille a farne il coagulo più alto e abbagliante, tanto più tenace e prolungata è l’inclinazione alla pace. Questa propensione, questa spinta così involontaria e umana è sconvolgente, imbarazzante, senz’altro tragica.

Scheda presentazione_ILIO HR

Scheda tecnica_ILIO HR



In repertorio: Mater, Canto diVino (trilogia), Dal cuore dell’inferno, Se si può, si deve?, La notte di Keplero, Föch