Textura

admin marzo 30th, 2010

Residenza TeXtura – Compagnia delleAli

Textura premiata residenza teatrale interdisciplinare del vimercatese, è un progetto realizzato con il sostegno del Comune di Vimercate, della Fondazione Cariplo e di partner locali. Textura vuol essere un laboratorio perma- nente, una casa del teatro, un “opificio”, dove artistidivariedisciplineabbianola possibilità di operare in una situazione protetta e di fertile collaborazione artistica, dalla produzione alla programmazione, alla formazione ed alla cura di eventi culturali.

delleAli da anni esplora il rapporto tra i diversi linguaggiespressivi:parola,movimento,gesto, immagine, suono, musica …Da questo studio, la compagnia ha sviluppato un proprio modo espressivo che può essere definito ‘teatro sonoro’. È un teatro dove l’uso della voce molto spesso si lascia alle spalle le regole del senso comune, al fine di diventare l’anima di un corpo “organico”.



Contatti

post: delleAli ass. culturale

via T. Scotti 26, Oreno – 20059 Vimercate MB

web: www.delleali.it

email:info@delleali.it

tel:+39 039 6389364



Lo spettacolo: “Mondo Bianco – teatro/audio dramma da Samuel Beckett”

Le caratteristiche principali di un radiodramma sono incorporeità e invisibilità, è la parola che, riacquistando la sua valenza sonora attraverso le inflessioni, la tonalità e il potere evocativo della voce, unitamente ai suoni, cesella tempi, spazi e azioni, suggerisce un immaginario al pubblico.

L’esperienza dell’ascolto non può che tradursi in una sorta di immaginario nelle tenebre dell’invisibile, una specie di teatro della mente. L’ascolto genera visioni …

Assenza e presenza e luce e buio, acceso e spento, azione e immobilità … visione e ascolto.

Nella ricerca attorno alla possibilità di poter ri/portare al teatro una piéce radiofonica e approfittando della contraddizione che ne nasce è proprio questo contrasto che abbiamo messo in evidenza, realizzando due rappresentazioni complementari una all’altra, all’interno di una rappresentazione.

il lavoro è concepito in due tempi, senza interruzione, due movimenti, rispettivamente teatro/dramma e audio/dramma, appunto: visione e ascolto.

Nel primo viene allestito lo spazio scenico e vengono registrati i suoni che serviranno nel secondo movimento quando verrà rappresentato o meglio “trasmesso” l’audiodramma.

Mondo bianco è un mondo di sogno, un’immagine mentale, uno spazio che non c’è, una condizione anelata da uno dei protagonisti dell’opera per la radio, la più stlistica, di Samuel Beckett, da cui abbiamo tratto ispirazione per la nostra performance. Un Mondo di riposo acustico, un ovattamento dell’animo, una sorta di silenzio luminoso che potrebbe, forse, cancellare il suono dei fantasmi che invece abitano l’immaginario ossessivo di Henry, una sorta di “rumore bianco.

Per noi che amiamo definire il nostro teatro sonoro questa è una sfida che accettiamo con molta eccitazione e nel contempo con gran rispetto per uno degli autori più importanti del secolo scorso.

Scheda presentazione_MONDO BIANCO

Scheda tecnica_MONDO BIANCO



Lo spettacolo: “Basta con i capolavori”

La nostra dedica al poeta francese indaga la perdita dei confini tra parola e immagine, tra immagine e suono, tra musica e parola, in una sorta di ricerca della poesia nello spazio o, ancora meglio, dello spazio.
Uno spazio che delimitato da un tulle obbliga la vista ad una sorta di percezione ovattata, percezione invece esaltata all’udito. Una specie di acquario umano che ospita un acquario vero dove sotto lo sguardo della telecamera un pesce ci riporta alla dualità artaudiana come una fulminante e confusa dicotomia tra realtà e suggestioni irreali.

L’oralità che appartiene alla dimensione del dialogo, si chiude sempre più in un respiro franto, spezzato, in ritmi e timbri ingolati, in scoppi fonici che costeggiano il versante convulso del silenzio (il pesce) per ridarsi scrittura.
Lo scavo dentro i vari linguaggi fa si che destrutturazione, strutturazione e ristrutturazione coincidono.

Il movimento e i gesti, che marcano o sottolineano una parola, una nota, un timbro, paiono all’occhio come annotazioni musicali. Anche il gesto-visione nelle immagini, riprodotte e live, rispetta questa logica.
Infine il corpo-suono, nell’inseguire la musica dei linguaggi, disegna una geografia/geometria delle pulsioni in un’alternarsi di possibili presenti, dettati dall’alchimia dell’istante.
Una scossa allo sguardo attraverso l’orecchio, e viceversa.

Scheda presentazione_BASTA CON I CAPOLAVORI

Scheda tecnica_BASTA CON I CAPOLAVORI



In repertorio: ODIssea videolettura / concerto per voci ed elettronica, Play Riccardo Play gioco shakesperiano per attore e musica, Leggii sensibili, Vocifonie – poesia extraverbale.