Programma degli spettacoli

Cristina ottobre 20th, 2011

LUOGHI COMUNI 2011 – “Teatro in casa”

Gli spettacoli del festival

Come funziona?

Tutti gli spettacoli, ad eccezione dell’anteprima di Chiasso, si tengono all’interno di una casa. Per partecipare allo spettacolo dovete innanzitutto prenotare: a seconda dello spettacolo, vi verrà comunicato un differente punto di ritrovo e tutti insieme andremo a bussare alla casa del nostro ospite!

Biglietti: per il singolo spettacolo € 10, ma dal secondo che acquisti sono solo 5€!

Bambini sotto i 10 anni: € 5

Prenotazione obbligatoria a +39 031 6871771, +39 392 9816744 o promozione@coopattivamente.it



VENERDI’ 28 OTTOBRE – ANTEPRIMA TRANSFRONTALIERA!

“Clandestino in casa” di Attivamente

Lo spettacolo si tiene presso il Cine Teatro di Chiasso. Clandestino (in casa) narra di un un viaggio grottesco, onirico, tragicomico. Protagonista del viaggio: Metrio Claus, un individuo naif dal nome altrettanto naif. Metrio, messo alle strette dalla fame, dalla povertà, da una società che ormai lo rifiuta come un appestato, abbandona la sua terra natale, nella speranza di iniziare una nuova vita in una terra lontana. Durante la sua vita in mare, Metrio viene accompagnato da un mentore, uno spirito, che incarna di volta in volta personaggi diversi. Voci lontane, presenze, ricordi di incontri che lo aiutano a ricostruire e a raccontare la sua storia di fuggiasco e di clandestino: la storia di un abbandono, di un viaggio verso una speranza, di un approdo doloroso e di un ritorno eterno, privo di senso e di aspettativa. Clandestino (in casa) racconta una storia che siamo abituati a collocare in paesi lontani, presso genti povere, ma che invece, alla fine, si rivelerà estremamente vicina a noi.



GIOVEDI’ 3 NOVEMBRE

Ore 19.00, 20.30, 21.30

“Con tutto l’amore del mondo” di QuieOra

Tre frammenti amorosi costruiti a partire dall’incontro con l’autore contemporaneo Tiziano Scarpa. Un autore la cui scrittura restituisce uno sguardo attento e ironico sullo stato dell’amore oggi. Abbiamo scelto tre racconti di Scarpa: Sto aspettando il mio primo bambino, Nel laboratorio di Lady Frankestein e Coraggio. Tre vite colte in un momento nodale: avere un figlio, traslocare, scegliere se amare. Una scrittura teatrale fatta per immagini e azioni, per pensieri che prendono corpo e voce. A seguire buffet offerto dalla compagnia.

Ore 20.00 – 22.30

“Making Duo” di Takla Performing Arts e “Fassbinder suite” di Animanera

MAKING DUO è un’improvvisazione di danza e musica eseguita dal vivo da una danzatrice e un musicista, ogni volta diversa, ogni volta speciale. FASSBINDER SUITE è la storia di amori diversi, di passioni, di desideri ardenti, travolgenti, totali. Amori che scorrono sulla sottile linea rossa che separa vita e morte, eros e violenza, autocoscienza e confusione. “Fassbinder Suite” è un “viaggio” che, attraverso esperienze artistiche e letterarie del secolo appena trascorso, trova parole rispondenti alle sensibilità più diverse. L’amore viene scandagliato nelle sue pieghe più segrete: dall’ossessione alla gelosia, dall’abbandono all’appagamento dei sensi, dalla lontananza al contatto fisico, dall’immaginazione alla concretezza, attraverso parole sublimi ed evocative, a volte dolorose a volte ironiche. Perché eterni sono i versi, non l’amore. Un mondo proibito. Un punto di non ritorno. Un boudoir onirico che vedrà gli avventori entrare uno ad uno in morbidi letti, a stretto contatto, con i personaggi mitici della letteratura del ‘900. Dalle parole, intimamente ascoltate, si reificano fantasmi amati o temuti, travolti e travolgenti, di quel desiderio che non trova facilmente possibilità di essere vissuto e comunicato.



VENERDI’ 4 NOVEMBRE

Ore 14.00

“Ghiaccio” di Aia Taumastica

Un uomo che guida, un uomo che racconta. La conquista del Polo Sud. Un viaggio in un seminferno bianco circondato da un gigantesco interminabile puzzle di ghiaccio e abitato da una natura impossibile e dai demoni della depressione. Scott, Amudsen e Shackleton sono stati gli ultimi pionieri di una sfida alla natura prima dell’era tecnologica, quando ancora il coraggio e la resistenza erano le uniche variabili su cui si poteva giocare la resistenza ancora prima della vittoria. Sir Ernest Shackleton e i 27 membri del suo equipaggio nei 22 mesi trascorsi prigionieri dei ghiacci ci hanno fatto giungere attraverso i propri diari le foto e le riprese un’avvincente testimonianza dell’ultima esplorazione dell’età eroica. Ingresso su invito.

Ore 21.00

“Pillole” di Teatro Inverso

Pillole è uno spettacolo dedicato alle donne con una costruzione “ad incastro” perché è modulabile secondo varie esigenze e necessità. Le “pillole” sono una serie di monologhi della durata variabile, intervallati da musica dal vivo che danno un caleidoscopio di immagini della donna moderna dall’adolescenza all’età avanzata. Il filo conduttore che lega tutte le “pillole” è l’analisi sulla figura della donna nella nostra contemporaneità. Lo spettacolo Pillole si può realizzare ovunque all’aperto e al chiuso, in biblioteche e nei teatri, si presta quindi a molti adattamenti. Si può presentare una sola “Pillola” oppure 3 pillole insieme diventando anche un interessantissimo spettacolo itinerante.

Ore 21.00

“Dittico della fame: Mostro” di ilinx

Mostro è un concerto immaginifico per voce e musica elettronica. Mostro è un lavoro sulla preda e sul predatore. Sulla fame, sulla timidezza, sulla relazione sensuale-sessuale. Sulla seduzione. Sulla fascinazione. Sulla mancanza d’amore. Mostro parla di un uomo che non è mai stato veramente amato. Timido ed introverso. Mostro parla di uno scienziato. Di un topo da laboratorio trasformato dagli eventi e dalle scelte, in una cavia. Mostro parla di un uomo che sperimenta su di sé un siero che da’ la possibilità di sedurre qualsiasi essere umano. Mostro parla del sesso trasformato in ossessione. Dell’incapacità di conquista vera. Di manipolazione. Di mancanza di relazione. Parla di una lenta trasformazione da uomo in essere bestiale. Mostro parla di fame intesa come degenerazione della pulsione sessuale, pulsione e funzione necessaria ed essenziale nella vita, che si presenta invece qui nella sua forma più buia e famelica.



SABATO 5 NOVEMBRE

Ore 21.00 e ore 22.30

“L’Ospite” di Attivamente Residenza Teatrale Torre Rotonda

PRIMA NAZIONALE ASSOLUTA. Quasi ora di cena. Nella villa della Star. È il più popolare conduttore radiofonico della Nazione, l’uomo più amato e venerato da milioni di persone. Le sue parole accendono gli animi, le sue invettive sono temute da politici e businessman, la sua loquela brillante strega le masse. Ma quella sera la Star, contrariamente al solito, non è sola. A cena ha un ospite inatteso, un Povero Diavo- lo, senz’arte né parte ma con un unico, folle sogno: avviare la Grande Rivoluzione, sovvertire l’Ordine Co- stituito e Cambiare-il-Mondo. Il Povero Diavolo ha un problema: non conosce le parole – quelle giuste – che servono ad aizzare la folla, a smuovere le masse verso una nuova coscienza. Per questo ha bisogno di qualcuno che lo aiuti. Che gli trovi le parole – quelle giuste – con cui parlare ai cuori degli uomini. Così il Povero Diavolo decide: si intrufolerà nella villa della Star, la rapirà e la obbligherà a rivelargli le parole più giuste che renderanno il Mondo più giusto. Ed ecco che una cena per due si fa spettacolo internazionale, che gli occhi del pubblico seguiranno con paura, malignità e sadica frenesia. E sotto i riflettori del grande circo del Mondo, tutto si confonde: la vittima diventa carnefice, il carnefice vittima. L’Ospite è una commedia feroce, paradossale ed esilarante innervata di irriverenza e follia. La follia di un Mondo preso in scacco dai Mass Media. La follia di una Star che possiede un Mondo di parole magnifiche e suadenti. La follia di un Povero Diavolo senza parole, che si porta dentro un Mondo infinito.



DOMENICA 6 NOVEMBRE

Ore 11.00

“Sisale” di Scarlattine Teatro

Attraverso gli occhi di Tatò, una piccola tartaruga, partiamo: passaggi in salita e in discesa, ostacoli, avventure, incontri. Così si cresce. E il paesaggio bianco e incantato si trasfigura sullo schermo: il mare, un sole di sale, pianure, piste strade e percorsi che si fanno viaggio. Silenzio, è il fare che racconta, la parola nomina e sottolinea poi si fa suono, canto, nenia, culla. C’è il sale in scena e pochi oggetti agiti con fare semplice e necessario. Il bambino ritrova nei gesti i suoi linguaggi del gioco, le voci e i rumori di casa, dell’intimo. Intanto la magica Tatò arriva a deporre le sue uova, illuminata dagli occhi incantati dei bambini. E sono loro che arrivano poco a poco a prendersi tutto lo spazio, tutto il gioco e a far propria la scena. I bambini così piccoli sono da accarezzare con cose belle, accompagnare allo stupore. Senza mai dimenticare che quelli da cui poter di nuovo imparare sono solo loro. Spettacolo per i piccolissimi dai 2 anni in su.

Ore 16.30

“Barbablù, fiaba nera a più voci” di Nudoecrudo teatro

Barbablù. Basta la parola per farci correre un brivido lungo la schiena. Una di quelle favole così scure da farci passare la notte in bianco quando eravamo bambini. Una fiaba tanto nera da sembrare blu. Blu indaco, per l’esattezza. Da vedere, poco o niente. Protagoniste sono le bocche, spettatrici sono le orecchie. Eppure, se si chiudono gli occhi, le immagini appaiono eccome. Ma non c’è troppo d’aver paura. È pur sempre una favola, il lieto fine è dietro l’angolo. Un classico della letteratura per l’infanzia riscritto sonoramente per essere interpretato da un coro polifonico di voci narranti che si rincorrono, si ostacolano, lavorano all’unisono, si fanno suono per regalare allo spettatore uno spettacolo tutto da ascoltare. Letteralmente circondato dai corpi e dalle voci degli attori, lo spettatore ne intravede le sagome, spia i loro gesti, gli sguardi, insegue le mani del regista che, come un direttore d’orchestra, dirige e chiama in causa voci, timbri, suoni, variando volumi e tempi per costruire un flusso sonoro unico e irripetibile.

Ore 19.00

“Artusi, l’arte di mangiare bene” di DelleAli

La “Scienza in cucina. L’Arte di mangiar bene”, oltre ad essere quel delizioso ricettario che tutti, almeno di nome, conoscono, svolse anche, in modo discreto, sotterraneo, impalpabile, il civilissimo compito di unire e amalgamare, in cucina prima e poi, a livello d’inconscio collettivo, l’eterogenea accozzaglia delle genti, che solo formalmente si dichiaravano italiane (Piero Camporesi nell’introduzione) La cucina di un territorio, di una nazione è sicuramente un’espressione della sua cultura, della sua evoluzione economica, in una parola della sua storia. Gli alimenti assumono una funzione simile a quella dei dialetti, esprimono un gusto che può essere compreso e tradotto in italiano. Trasferiti in ricette, permettono di comunicare il patrimonio domestico di famiglie lontane, la ricchezza delle loro tradizioni. Lo scambio interregionale appare dunque la chiave per accedere, progressivamente, ad una conoscenza nazionale, senza sacrificare il passato, senza alienare la propria singolarità. Alcuni decenni dopo l’ unità, nel 1891, Pellegrino Artusi, patriota della Giovine Italia, si propose lucidamente il progetto di unificare il paese negli usi gastronomici così come Manzoni aveva tentato di fare con la lingua. Il suo ricettario crebbe in modo interattivo, anche attraverso un fitto scambio di corrispondenza tra lui e le sue lettrici, configurando la sua Scienza in cucina e l’ arte di mangiar bene come una grande opera collettiva . Un cuoco ai fornelli, un’attrice al leggio cucinano e leggono L’arte di mangiare bene di Pellegrino Artusi. Al termine della lettura verrà offerto un assaggio del Piatto dell’Unità d’Italia.

Ore 21.00

“Solo Blues” di Teatro Periferico

“Il blues non è una preghiera come molti pensano. I giovani ormai fanno il blues con qualsiasi cosa. Qualunque cosa facciano lo chiamano blues. Non lo è. C’è un solo tipo di blues e tratta di quello che succede tra i maschi, le femmine e l’amore. Due persone dicono di essere innamorate, ma una delle due inganna l’altra fingendo di amarla. A volte, con questo tipo di blues si arriva addirittura a uccidersi a vicenda, a fare cose assurde. È amore e arriva da qui, da questo lato. Il blues nasce qui. Non da questo lato, ma da questo. Questo è il blues” (Son House). Una stanza d’albergo. Una prostituta, un musicista fallito, un vecchio predicatore e sua moglie, un fattorino. Un incontro che cambia. Un amore che nasce. Una relazione disperata, due solitudini e un colpo di pistola. Ma rimane ancora un po’ di tempo per la tenerezza. Anima e blues. Il blues musica dell’anima. Povertà, malinconia, ingiustizia, ma anche amore e tradimento erano il vero pane del musicista blues e la solitudine la sua vera compagna. Uomini e donne che sapevano comporre nenie stonate, disperate e sublimi con un collo di bottiglia sfregato sulle corde.

Ore 21.00

“Lavorare stanca” di Estia

“Viviamo in un tempo difficile, buio, per i lavoratori; un tempo nel quale tutti, per vivere, ma sarebbe più realistico dire per sopravvivere, siamo costretti a lavorare, dovunque, comunque, a qualsiasi condizione. Si dice sempre che il tempo è denaro. Ma bisogna ricordarsi che l’equazione non è reversibile: il denaro non è tempo. Il tempo è vita. Io decido dove investirla: nella pesca, nell’orto, al sindacato, in famiglia. Questa è libertà. Una parola grossa che bisogna imparare presto a riempire di cose piccole, altrimenti è disperazione” (da un diario intervista a un operaio sindacalista veronese). Lo spettacolo Lavorare…stanca è un monologo con canzoni e musica dal vivo che partendo dalla condizione di precarietà totale, lavorativa e sentimentale, dell’attrice che lo interpreta, arriva a raccontare il caso dei suicidi di France Telecom, in particolare la vicenda di Michel Deparis, 51 anni, appassionato della corsa, quindi avvezzo alla resistenza e al dolore dei crampi suicidatosi il 13 luglio del 2009, per interrogarsi sul senso e l’importanza del lavoro nella vita di ogni essere umano e di come questo senso sia ormai perso e stravolto nella nostra società moderna. Un riflessione sul senso del tempo, un tentativo di immaginarsi altre forme di organizzazione sociale che permettano una vita migliore, più umana, più felice.